101 Anni di Storia: è il Compleanno del F.C. Parma

16 dicembre 1913-16 dicembre 2014, 101 anni di Parma Calcio, 101 anni di storia italiana ed europea. Il Parma, dopo le tre strisciate Juventus, Inter e Milan, è la quarta squadra italiana ad aver vinto di più in Europa, ed è la quindicesima nella classifica continentale. Insomma, non è di certo una squadra che merita di stare nella posizione dove si trova adesso, a lottare con i problemi finanziari in attesa di conoscere i nomi dei nuovi acquirenti, dopo una gestione Ghirardi da dimenticare. Eppure non c’erano segnali di malcontento nella piazza ducale, quando dopo il primo anno al comando dei crociati il buon Ghirardi riuscì nell’impresa di riportare il Parma in Serie B dopo 18 anni di A tra successi e trofei vinti.

Tornati in Serie A, dopo la prima stagione con Guidolin in panchina, la Curva Nord cantava “Presidente portaci in Europa”, impresa riuscita soltanto l’anno scorso, con l’arrivo di Antonio Cassano in Emilia, Donadoni in panchina e una squadra composta da ottimi elementi come Mirante, Paletta, Parolo e Biabiany. Quando Alessio Cerci ha sbagliato quel calcio di rigore a Firenze, i tifosi del Parma hanno festeggiato il ritorno in Europa, dopo tanti anni, e hanno iniziato a sognare di nuovo. Peccato che a causa delle inadempienze nei pagamenti Irpef si è vista sfumare la concessione della licenza UEFA. Da allora, un mercato fatto con i piedi, cedendo i pezzi pregiati, gli infortuni di Paletta e Biabiany e il rendimento calante di punti fermi come Mirante e Cassano ha portato il Parma nel baratro, e adesso è ultimo in classifica con soli 6 punti, di cui uno di penalizzazione e altri due che arriveranno a febbraio.

Tifosi Parma

Nel giorno del compleanno i tifosi ducali hanno una speranza, che i nuovi acquirenti, di cui dovrebbero essere ufficializzati i nomi proprio oggi, riportino il Parma agli allori di un tempo, nonostante una classifica deficitaria. La speranza è l’ultima a morire, ma intanto non ci resta che ricordare le imprese della squadra gialloblù nei suoi 101 anni di storia, perché qualcuno a volte dimentica che il Parma non è una provinciale qualsiasi.

“… A Parma, tutti vogliono bene alla squadra di calcio. Un affetto caldo e sincero, com’è nella natura emiliana, che fascia i giocatori locali di un quasi geloso senso d’orgoglio. E’ parte della vita cittadina, il Parma. Quando gioca tutti se ne interessano: anche coloro i quali non hanno mai visto in vita loro un pallone e uno stadio … “. 

Dalla prima storica promozione in Serie A negli anni ’90 sono passati oltre vent’anni, ma il ricordo delle imprese del Parma di Nevio Scala è impresso nella mente di tutti i tifosi crociati e degli appassionati di calcio. Gli unici a riuscire a battere il Milan degli Invincibili di Arrigo Sacchi a San Siro, con una magia di Tino Asprilla, capaci di vincere una Coppa Italia in rimonta contro la Juventus di Baggio, Peruzzi, Conte e Di Canio con i gol di Melli ed Osio, e di ripetersi in Europa alzando al cielo un trofeo continentale nel glorioso stadio di Wembley, ultima squadra italiana a riuscirci, battendo l’Anversa nella finale di Coppa delle Coppe per 3-1 con i gol di Melli, Minotti e Cuoghi. Ma era solo l’inizio di una grande scalata che portò gli uomini di Scala a sconfiggere il Milan nella Supercoppa Europea dell’anno successivo, grazie a Sensini e Crippa che sbancarono San Siro. Poi arrivò il primo trionfo in Coppa UEFA, ancora contro la Juventus di Roberto Baggio, ma in quella doppia sfida fu un altro Baggio a guadagnarsi gli onori della prima pagina, Dino, segnando due gol decisivi, uno all’andata ed uno al ritorno.

Nevio Scala Parma
Nevio Scala

Terminata l’era Scala, arriva Ancelotti, e il Parma va vicinissimo a vincere lo scudetto, piazzandosi al secondo posto in campionato dietro soltanto alla Juventus. Sotto la guida di Alberto Malesani, invece, arrivano altri due trofei. La seconda Coppa Italia, vinta in finale contro la Fiorentina, e la seconda Coppa UEFA. L’undici di quel Parma dei sogni sceso in campo a Mosca, a leggerlo oggi fa venire i brividi per quanti campioni vestivano la storica maglia gialloblù a strisce orizzontali: Buffon, Thuram, Sensini, Cannavaro, Vanoli, Boghossian, Dino Baggio, Fuser, Veron, Crespo, Chiesa. Il Marsiglia di Blanc e Pires fu asfaltato per 3-0, dalle reti di Crespo, Vanoli e Chiesa. L’era Malesani lasciò l’amaro in bocca ai tifosi ducali, che nonostante i due trofei vinti, sapevano di poter ottenere ben altri risultati con quei campioni in squadra.

Parma Coppa Uefa
Il Parma alza la Coppa Uefa

 

Nel 2001/2002 arriva anche la terza Coppa Italia, indovinate un po’, in finale contro la Juventus, con la quale ancora oggi si mantiene una rivalità storica. Un certo Zinedine Zidane, ai tempi della Vecchia Signora, disse: “Giocare al Tardini è difficilissimo, un catino in cui si ha paura di giocare tanto dal tifo che c’è”. Non a caso proprio al Tardini arriva il terzo trofeo ducale, grazie ad un gol del brasiliano Junior, che stese i bianconeri per la terza volta in una finale. Una Supercoppa Italiana vinta contro il Milan va a completare la bacheca dei trofei della squadra crociata, che adesso, dopo l’illusione della passata stagione, è caduta in pozzo senza fondo, sperando che qualche russo-cipriota venga a salvarlo e riportarlo ai fasti di un tempo.

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