Addio al “fenomeno” Anzhi? I russi verso la retrocessione

In tantissimi sono i tifosi di calcio che sognano di poter avere un ricco petroliere o sceicco al timone della propria squadra, in barba alla tradizione e alla passione, ma pensando anche a quanto conti il budget, soprattutto in sede di mercato. Una delle squadre che fino a qualche anno fa sembrava proiettata al vertice d’Europa era l’Anzhi Makhachkala, squadra del Daghestan, in Russia, che voleva assolutamente cercare di entrare nei primi posti europei.

Acquisti importanti negli anni scorsi, da Roberto Carlos a fine carriera, fino ad arrivare a Samba, passando poi per gente come Jucilei, Eto’o e Willian, senza dimenticare che fino all’estate 2013 il tecnico dell’Anzhi era Guus Hiddink. Una squadra che dunque sembrava avviata a diventare la regina del mercato, con investimenti importanti da parte dell’eccentrico presidente, Kerimov, e che facevano sognare la Russia. Purtroppo però il fenomeno Anzhi che era venuto a costruirsi sta vedendo la sua prematura fine in questa stagione: infatti, prima dell’inizio della Russian Premier League, il patron russo aveva deciso di smantellare tutto, mandando via i pezzi da novanta della squadra, pentendosi di tutti i soldi spesi nel recente passato.

Così ad agosto Willian ed Eto’o passano al Chelsea, Jucilei va in Arabia, Spahic, Lassana Diarra, Traore e molti altri ancora dicono addio, anche per cifre molto basse e che non rispecchiano il valore: la squadra del Daghestan si presenta così ai nastri di partenza come una delle più indebolite e più scarse, ma con possibilità di giocare l’Europa League. La situazione attuale è drammatica: ultimo posto in classifica, con la zona salvezza a 10 punti e una retrocessione che sembra sempre più vicina, così come il fallimento, anche perché Kerimov ha più volte dichiarato che in caso di abbandono della Russian Premier League, non avrà intenzione alcuna di investire soldi nella squadra di calcio dell’Anzhi.

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