Amarcord: 20 anni dalla morte di Escobar dopo l'autorete in Usa-Colombia

L’uomo è stato creato per usufruire del bene, ma lui stesso lo rifiuta, tramutandolo in male. Il calcio per alcuni è lo sport più bello al mondo e anche questo è stato rovinato. Chi lo rovina? Come lo rovina? Gli antagonisti sono sempre gli stessi, anche i motivi, ma spesso non si controllano e portano alla morte come il 3 Luglio di venti anni fa.

Se vogliamo raccontare questa storia dobbiamo partire dall’inizio, dal Mondiale del 1994 negli Stati Uniti e dalla partita Usa-Colombia del 22 Giugno. La Colombia non è brillante come quella di quattro anni prima, ha perso Higiuita ed è rimasto solo Valderrama, ma ormai sopra d’età anche lui. Il Mondiale parte male con una sconfitta contro la Romania, contro gli Usa è dentro o fuori. Questi ultimi invece erano i padroni di casa, quindi condannati a passare il girone e nella prima giornata avevano pareggiato con la Svizzera.

Quella partita avrà un solo protagonista: Andres Escobar, che è anche il protagonista della nostra storia. Escobar è un veterano dei Cafeteros, è stato titolare anche ad Italia ’90 e i suoi compagni hanno una grande fiducia di lui. Escobar però sente il calo della sua nazionale e avverte la pressione tutta sulle sue spalle, uno dei pilastri della nazionale, colui che spesso aveva messo la faccia.

La pressione gioca brutti scherzi. Al trentacinquesimo minuto, una palla ingenua al centro dell’aria, viene respinta male da Escobar che la butta nella sua porta. La Colombia non si rialza più, incassa il 2-0 ed esce dai Mondiali. Escobar non è colpevole di nulla, un’autorete può capitare a tutti, ma qualcuno aveva già deciso di ucciderlo.

Al suo ritorno in patria, Escobar viene ucciso la sera del 3 Luglio da Humberto Castro, un ex guardia del corpo che non aveva legami con la malavita colombiana. Il motivo però era sempre legato ai soldi: Castro aveva organizzato un giro di scommesse clandestine e una delle partite sulla quale aveva più scommesso era proprio quella di Usa-Colombia. Escobar è morto, Castro è in libertà. Prima ha avuto una condanna di 43 anni, poi gli è stata ridotta a 26, infine è stato messo in libertà. Così si rovina lo sport più bello del mondo.

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