Aquilani non tifa Juve in Europa League? Ce ne faremo una ragione

Poi non si dica che Antonio Conte non aveva ragione, o che va in televisione solo per aizzare la folla e cercare lo scontro verbale con i rivali. Antonio Conte è uno di quei “gobbi” che la Juventus ce l’hanno dentro al sangue, e probabilmente continuerà ad avercela anche quando un giorno (speriamo molto lontano) non sarà più lui a sedere su quella panchina dello Juventus Stadium. Forse proprio per questo motivo (o magari per tanti altri ancora) il tecnico salentino sente il bisogno di ricordare davanti alle telecamere che l’Italia è un paese diviso, almeno (ma non solo) sotto il profilo pallonaro: juventini e anti-juventini, due schieramenti che difficilmente andranno mai d’accordo, due linee di pensiero destinate a camminare in maniera parallela più o meno per l’eternità.

Prendiamo ad esempio Morgan De Sanctis e Alberto Aquilani: secondo voi cosa hanno in comune il portiere della Roma e il centrocampista della Fiorentina? L’avventura giallorossa? Non solo. L’espatrio e poi il ritorno in Serie A? Non solo. Morgan e Alberto, ad oggi, sono accomunati anche da un altro, simpaticissimo fattore: l’anti-juventinità. Nel loro caso, però, l’avversione nei confronti della squadra più scudettata d’Italia non deriva (o, per lo meno, non solo) da questioni di tifo, ma peggio ancora riguarda la pesante bocciatura subita ai tempi dell’esperienza in maglia bianconera.

L’ex portiere del Napoli militò al Delle Alpi dal ’97 al ’99, salvo poi essere congedato dopo tre presenze contornate da due gol subiti; il centrocampista romano e romanista ha invece fatto parte della Juve del disastro, quella che nel 2010-2011 riuscì a collezionare un misero settimo posto. Per lui fu bocciatura secca, la nuova dirigenza e il tecnico Antonio Conte ritennero (a giusta causa) di puntare sul semi-sconosciuto Vidal, o sul “finito” Andrea Pirlo, ma questa è un’altra storia.

A distanza di 3 anni, Aquilani quello “sgarbo” non l’ha mai dimenticato, e ancora oggi non perde mai occasione per erigersi a colonna dell’anti-juventinità, non solo in qualità di calciatore viola ed ex talento della “cantera” romanista, ma anche nelle vesti di “sedotto e abbandonato“, ferito dal meccanismo selettivo della Vecchia Signora. Ma del resto, caro Alberto, i calciatori che scendono in campo devono essere solamente 11, e di solito la Juve punta sui migliori. Non si può pretendere di rimanere in eterno all’ombra della Mole se non si offrono prestazioni degne di questo nome, e (i lettori di Calciomercato-Juve.it ci correggano) non ci sembra di ricordare prove mastodontiche di Aquilani con la maglia a strisce bianconere.

Allo stesso modo, non ci sembrano mastodontiche nemmeno le fresche dichiarazioni del mediano viola, che ha rivelato al Corriere Dello Sport di non tifare Juventus nelle semifinali di Europa League contro il Benfica. Non che questo ci stupisca, anche perchè Conte lo aveva apertamente preannunciato, anzi, ci fa capire che quello 0-1 griffato Pirlo brucia ancora. In ogni caso, caro Alberto, stai tranquillo, fai pure il tifo per il Benfica, noi ce ne faremo una ragione.

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