Atalanta-Milan 2-1: la poca intensità pregiudica ogni speranza

La poca intensità ha pregiudicato ogni speranza di portare a casa la vittoria e anche il sesto posto non è molto sicuro adesso.

Il Milan quest’oggi ha offerto un gioco davvero scadente, soprattutto, come detto, sul piano dell’intensità: infatti, nonostante il vantaggio acquisito precocemente, i rossoneri non hanno mai aggredito la partita, deludendo così tanto mister Sinisa Mihajlovic che ha deciso di portare in ritiro la sua squadra per cercare di chiudere al meglio questa stagione.

Se nel primo tempo l’Atalanta ha prestato il fianco alla ”strategia” dell’attesa del Milan non attaccando con convinzione e lasciando spesso la sua unica punta Pinilla isolata, nel secondo tempo i bergamaschi hanno trovato coraggio e gli spazi lasciati dalla retroguardia rossonera sono stati ben occupati dagli avversari che, soprattutto nella circostanza che ha portato al secondo gol, non hanno mai sentito troppo la pressione difensiva avversaria.

Sicuramente c’è stata una componente legata alla sfortuna: infatti, nonostante la pigrizia rossonera, l’Atalanta nel primo tempo non era stata mai pericolosa e se Pinilla non avesse trovato quel gol meraviglioso a fine primo tempo, forse la ripresa dei nerazzurri avrebbe seguito la falsa riga della prima frazione di gioco, ma non ci sono scusanti: il Milan ha perso una partita che avrebbe potuto fare sua con uno sforzo abbastanza limitato che, evidentemente, non è stato profuso.

Unica nota positiva è stato una predisposizione leggermente migliore da parte di Mario Balotelli che è stato protagonista delle uniche occasioni da gol del Milan del secondo tempo, ma è decisamente troppo poco per cancellare un’annata passata con un atteggiamento svogliato.

Va benissimo pensare alla finale di Coppa Italia, ma il campionato va chiuso dignitosamente perché il Sassuolo da dietro preme e il Milan non può fallire l’obiettivo Europa League.