Balotelli litiga con un tifoso su twitter: colpevole o capro espiatorio?

Dopo la brutta sconfitta dell’Italia e la conseguente eliminazione tutti i giornali, tifosi, allenatore e perfino giocatori hanno criticato, in modo più o meno velato, Mario Balotelli e gli altri giovani.

Terminata la partita con il risultato di 0-1 per l’Uruguay che condanna gli azzurri, tutti hanno cercato le cause di questa batosta, di questo fallimento che ha cancellato il sogno dell’Italia di poter accedere agli ottavi di finale del Mondiale brasiliano.

Analizziamo le parole dei protagonisti:

Prandelli: “Mi sento responsabile del fallimento del progetto. Balotelli? Non riesci mai a capire se sia calmo o nervoso. E’ sempre difficile raggiungere un equilibrio e lo sostituito perché avevo paura di restare in dieci.”

Buffon: “Si sente dire che c’è bisogno di ricambi, che Pirlo, Buffon, Barzagli, De Rossi sono vecchi, ma poi quando c’è da tirare la carretta sono sempre questi in prima fila. Andrebbero rispettati di più loro per quello che hanno fatto e quello che rappresentano ancora adesso. Quando si va in campo si deve fare e non basta più il vorrebbe fare o farà.”

De Rossi: “In Nazionale non ci servono figurine, abbiamo bisogno di uomini.”

Queste sono le parole espresse da alcuni dei protagonisti che ieri pomeriggio hanno vissuto la più importante debacle sportiva della storia della Nazionale Italiana. Parole al veleno che, probabilmente, hanno come bersaglio l’attaccante del Milan, Mario Balotelli. I “senatori” della Nazionale vittoriosa nel 2006 più l’allenatore che forse ha creduto più di tutti in Mario si sono sentiti traditi da un ragazzo che può fare ma che sembra non voglia capirlo, e di conseguenza, non fa.

La risposta del diretto interessato è arrivata, ma non sul campo. Balotelli, come suo solito, risponde alle critiche tramite social network; in questo caso non è twitter ma Instagram. Mario commenta il video di un tifoso che gli “consiglia” di ritirarsi e gli risponde che lui ha dato tutto per la Nazionale, che si sente italiano ma che i “negri”, testuale parola scritta dal giocatore stesso, difendano i propri fratelli e non li criticano sempre.

Ora, il punto fondamentale di questa situazione è: Balotelli è veramente un fenomeno oppure siamo noi tifosi, sono i giornalisti a descriverlo come tale? La risposta può sembrare ma semplice ma cosi non è. Balotelli è sicuramente un buon giocatore ma non è incisivo come tutti pensano. Il Mondiale, dopo il buon Europeo che aveva disputato, era la vetrina migliore, forse la più importante per dimostrare al mondo intero che Mario non è solo il ragazzo delle sciocchezze ma è anche un campione sul terreno di gioco. Il ragazzo, se ancora cosi si può definire, ha fallito per l’ennesima volta; ha fallito non solo come giocatore poiché ha inciso solo all’esordio contro l’Inghilterra ma anche come uomo poiché non riuscire a controllare il proprio comportamento in situazioni cosi importanti, come può essere il Mondiale, e isolarsi dal gruppo non permette alibi ed è da immaturi.

È anche vero che se l’Italia non si è qualificata per gli ottavi di finale la colpa non è solo di Balotelli ma di un movimento, quello italiano, che, purtroppo, ha ben poco da dire quando fuoriesce dai confini nazionali.

L’Italia, da questo Mondiale, esce con molti dubbi e poche sicurezze. Le uniche certezze, purtroppo per la loro carta d’identità, sono ancora i “senatori” che molto presto, però, saluteranno l’azzurro e qualche giovane come Verratti e Darmian ma per il resto c’è da arrotolarsi le maniche e ricominciare da capo con o senza Mario Balotelli, l’eterno Peter Pan.

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