Chi è Barrow? il Giovane Talento dell’Atalanta

Dal cibo messicano alla passione per Zidane, la storia dell'attaccante gambiano, protagonista negli ultimi incontri dei nerazzurri

Andiamo a conoscere meglio chi è Musa Barrow, il giovane talento in forza all’Atalanta, la sua storia e le caratteristiche dell’attaccante gambiano, protagonista nelle ultime settimane tra i nerazzurri.

La storia di Barrow

Gasp gli dà fiducia e lui tac, la butta dentro. (Quasi) sempre. L’ha fatto a Benevento, in casa col Genoa e a Roma contro la Lazio. A Bergamo è scoppiata la Barrow mania: 3 gol e un assist nelle ultime quattro partite. Primo gambiano a segnare in Serie A. È lui l’uomo in più dell’Atalanta per la corsa all’Europa League. Personalità da vendere per questo ragazzino di 19 anni che ha debuttato con la prima squadra in Coppa Italia contro la Juve: “È un sogno che diventa realtà“.

Emozione a mille, ma chi lo segue dalle giovanili giura che il suo modo di giocare non è cambiato. Il peso della categoria? Inesistente, nemmeno lo sfiora. Il salto tra i grandi guadagnato a suon di gol: 32 in 30 partite con la Primavera. Gasperini l’ha osservato e l’ha studiato bene, finché non ha deciso che era arrivato il suo momento. Scommessa vinta. Salto definitivo ormai, ma l’attaccante non si scorda dei vecchi compagni e prima di ogni partita della baby Atalanta manda sempre un messaggio di in bocca a lupo.

Le sue caratteristiche

E meno male che Musa Barrow doveva fare il trequartista. Già, perché quando arrivò in Italia giocava qualche metro più indietro: “Abbiamo preso il nuovo Kakà” si sentiva dalle parti di Bergamo. Ma l’idolo del piccolo Barrow era Zizou Zidane, e per assomigliare al francese si era tagliato i capelli corti come lui. Primi calci per le strade di Kanifing Estate (piccolo distretto di duemila abitanti vicino alla capitale del Gambia Banjul), ore e ore, dalla mattina alla sera. Un pallone come miglior amico che abbracciava la sera per addormentarsi. Bastava quello per ritrovare il sorriso: la mamma lo sapeva e quando Musa è stato ricoverato in ospedale con un febbrone, gli ha comprato un pallone per tirarlo su di morale. E lui? Se l’è messo sotto braccio e non lo mollava più. Il dottore vedendo quelle scene non ha avuto dubbi: “Musa, diventerai un calciatore”. Detto fatto. E quante partite della nazionale viste insieme al fratello allo stadio che era lì, a dieci minuti da casa.

Ragazzo già maturo Barrow, senza grilli per la testa. Musulmano praticante e amante del cibo messicano. Ha scalato le gerarchie mese dopo mese, mettendosi alle spalle Petagna e Cornelius, considerati favoriti per una maglia da titolare a inizio stagione. Eppure Musa i primi segnali delle sue qualità li aveva già dati fin dalla prima amichevole con i grandi: doppietta contro il Seregno, giornata indimenticabile: “Ho ancora la foto di quel giorno come sfondo del cellulare“. Ricordi indelebili di un Barrow che era. Dal Seregno alla Lazio, da un’amichevole alla corsa per l’Europa League. L’Atalanta scopre l’ennesimo gioiellino del suo vivaio.