Bilancio Milan 2015, da Seedorf a Inzaghi: il risultato non cambia

Termina un’altra stagione di campionato e il Milan va in vacanza con l’ennesimo nulla di fatto. Un anno fa a uscire sconfitto, o quasi, era Clarence Seedorf, quest’anno è toccato a Pippo Inzaghi. L’esonero non è ancora stato comunicato al piacentino, ma poco importa perché l’addio è quasi certo e a un anno di distanza il Milan ottiene lo stesso risultato. Un’altra bandiera rossonera è stata bruciata sul nascere e, anche se sia Seedorf che Inzaghi non si pentono delle loro decisioni, le azzardate scelte della società hanno fatto molto discutere i tifosi che hanno visto così crollare il Milan con due dei suoi pilastri portanti.

Crollo radicale costato per ben due stagioni l’Europa. Il Milan dovrà anche il prossimo anno rinunciare al palcoscenico europeo, alla sua seconda pelle, ma questa volta la società sembra avere piani diversi. Carlo Ancelotti, il maestro non superato dagli allievi, potrebbe essere il sostituto di Pippo Inzaghi. Il Milan sta lavorando al suo ritorno, ma dopo le parentesi negative degli ultimi tempi per convincere Carletto ad accettare serve un progetto solido, quel progetto che è ultimamente mancato.

Intanto Inzaghi si guarda indietro e non rinnega nulla, Seedorf, invece, può accennate un sorriso: il suo esonero è stato inutile e superfluo. Probabilmente con un po’ di fiducia in più l’olandese avrebbe potuto dare al progetto rossonero quella continuità che è mancata e forse i risultati sarebbero stati differenti. Il Milan invece ha preferito ripartire da zero, puntando su Inzaghi, e a un anno di distanza si ritrova ancora in bilico e alla ricerca di un nuovo allenatore. Ci si augura solo che, qualora Ancelotti non dovesse accettare, il Milan abbia il buon gusto di non commettere per la terza volta lo stesso errore affidando a Cristian Brocchi la panchina della prima squadra. Questa volta i tifosi non glielo perdonerebbero.

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