Il tutor rossonero Andrea Bolis, intervenuto a Crema, presso il Teatro San Domenico, al convegno “Saranno famosi, la strada verso il successo” organizzato dal Trofeo Dossena, in collaborazione con A.C. Milan e La Gazzetta dello Sport, ha parlato della metodologia per far crescere i giovani del Milan.

Interessanti alcune sue dichiarazioni: “Cerchiamo di mettere a disposizione tutto il nostro talento, esperienza e preparazione per far crescere questi ragazzi. Non con tutti otterremo un certo tipo di successo ma non vuol dire che abbiamo fallito: limiti e sfortuna infatti possono essere risorse e possibilità in più. Nella vita quello che conta è realizzarsi e riconoscere i propri talenti.”

“Il Milan ha molto a cuore la questione scuola. Non siamo superficiali: ogni ragazzo del convitto ha l’obbligo di frequentare la scuola, come previsto nel patto educativo tra famiglia e società. Vogliamo sempre vedere la pagella del I quadrimestre e li seguiamo sempre da vicino nello studio. Ci rendiamo conto che è difficile tenere i piedi per terra in contesti del genere. mentre più facile è perdersi per strada e reputare la scuola secondaria. Per noi l’obbligo scolastico ti tiene con i piedi per terra: conciliare calcio e scuola aiuta a diventare uomini.”

Infine Bolis si concentra sulla percentuale di persone che praticano sport in Italia: ” Il 48,5% dei giovani non fa sport. L’abbandono dello sport comincia ad 11 anni. Voi capite che questo è preoccupante. Lo sport può fare male se fatto in malo modo”.