Brescia, Fabio Gallo Vice di Giampaolo: i tifosi protestano

Nel mondo del calcio i colori non sono solo colori. Quando decidi di indossare una maglia devi anche essere cosciente delle responsabilità che da tale scelta derivano. Ancora peggio è quando ti togli una maglia per vestire quella di una squadra rivale, una squadra nei confronti della quale esistono delle questioni in sospeso o un astio che affonda le radici nel passato e che continua nel tempo, di generazione in generazione, senza una precisa ragione, per partito preso.

Quando si dice che il calcio è molto più di un gioco è la pura verità: c’è la passione, l’attaccamento, le emozioni, la condivisione di momenti di gioia e di fallimento. Bisogna però fare attenzione a non scadere nell’odio e nella violenza; il calcio dovrebbe essere sinonimo di positività, di svago, di gioia, di senso di appartenenza. Purtroppo non è sempre cosi ma questo è tutto un altro discorso.

Brescia è una di quelle città in cui i tifosi sentono molto la rivalità con i cugini bergamaschi. Un discorso analogo vale per la Juventus e il Torino, la Roma e la Lazio, l’Inter e il Milan. L’attaccamento ai colori di cui si parlava poco fa è addirittura arrivato al punto che i tifosi bresciani non digeriscono il fatto che il neo allenatore Giampaolo abbia scelto come suo vice un ex atalantino: Fabio Gallo , il quale indossò la maglia dell’Atalanta dal 1995 al 2001 dopo aver giocato proprio nel Brescia per tre anni. Inoltre, i tifosi bresciani più accaniti sembra non abbiano mai perdonato a Gallo alcune dichiarazioni rilasciate contro le rondinelle nel periodo in cui indossava la maglia rivale.

marco giampaolo

Come spesso succede in questa piccola realtà, sono stati gli stessi tifosi a voler incontrare l’ex atalantino per un confronto diretto. Il risultato è stato che Gallo parrebbe voler rinunciare all’incarico offertogli da Giampaolo anche se il presidente Gino Corioni sarebbe disposto a dare piena fiducia al tecnico noncurandosi delle lamentele della tifoseria. Potrebbe essere questa l’ennesimo motivo per mettere i tifosi contro la società, uno scontro che continua da tempo poichè come ogni tifoseria, anche quella bresciana vorrebbe vedere la propria squadra militare in serie A, vorrebbe uno stadio adeguato, una dirigenza che ci crede e che fa di tutto per tenere alto l’onore dei propri colori.