Dopo le molteplici accuse ricevute per i deludenti risultati e per la mancanza di gioco dimostrata dal Milan, Cristian Brocchi ha preso la parola per chiarire quello che è il suo rapporto con la dirigenza rossonera e con la squadra.

“Non mi sono mai proposto, non ho detto mai al presidente metta me e vedrà il cambiamento – le parole di Brocchi – Mai il presidente mi ha chiamato per suggerire la formazione”. Poi continua: “Non potevo rifiutare l’incarico a sei giornate dalla fine, io ho sputato sangue per questa maglia e continuo a farlo”. Molto forti dunque le parole di Brocchi che, consapevole del miracolo che gli era stato chiesto di fare, ha fissato degli obiettivi non solo in un’ottica presente ma anche futura.

L’allenatore del Milan è infatti convinto del lavoro proposto, semplicemente servono i tempi giusti al fine di arrivare ai successi sperati. “Il mio futuro? Non dipende dalla Coppa Italia», ha aggiunto, «infatti anche se dovessi vincere, dopo l’euforia iniziale sentirei le solite critiche”.

Berlusconi ha promesso di andare a trovare la squadra prima della finale di sabato e così, se dalla parte della dirigenza sembra comunque esserci fiducia, il rapporto con alcuni calciatori sembra in bilico. “Qualcuno mi rema contro? Se avessi questa sensazione interverrei”.

Smorza così le voci di corridoio che in questi giorni hanno portato a parlare di una sorta di boicottaggio nei suoi confronti, soffermandosi piuttosto su quello che al momento serve per battere la Juve, ovvero un veleno interiore misto a tecnica, tattica, concentrazione e preparazione fisica. “Non penso al dopo-finale. In ogni caso di quest’esperienza mi resterà la consapevolezza di essere un allenatore. E dopo i primi 35 giorni da tecnico del Milan mi sento ancora più forte caratterialmente”.

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