Buffon: "Io bandiera della Juventus? Perchè no?"

“Io bandiera della Juve perchè no?” Così ieri Gigi Buffon all’incontro, organizzato da Marco Ceresa, AD di Randstad Italia, Dino Ruta, docente di Human Resources e Sport Management presso la SDA Bocconi, School of Management dell’Università Bocconi, allo Juventus Stadium.

Il portierone bianconero ha parlato a 360 gradi della sua carriera“Il talento è una dote naturale ed è un’ottima base di partenza, ma se non lo si supporta con la perseveranza e l’abnegazione si rischia di essere un campione inespresso o un talento effimero. Mi hanno aiutato moltissimo mio padre e mia madre, che seppur in un’altra disciplina avevano ottenuto successo”. 

Ma qual è stata la scintilla che gli ha fatto decidere di intraprendere la carriera di calciatore?: “Da bambino mi sono appassionato al calcio come tanti, ma volevo fare gol. Poi mio padre mi consigliò di fare il portiere, andai al Parma e le cose andarono subito bene”.  Quindi aggiunge: “Sono stato un ribelle, ma se avessi mantenuto quel carattere, oggi sarei un emerito cretino”.

Sul momento di crisi che ha vissuto tra il 2003 e il 2004: “Anche se ero felice per il ruolo che mi ero ritagliato, non ero soddisfatto come uomo, e ancora oggi faccio fatica a venire a capo di me stesso. Ora sono molto più sereno e faccio molta autocritica per capire cosa fare per trarre il meglio da me stesso e ottenere il meglio da questa vita”. E a proposito della sua vita: “Della mia vita non rinnego nulla, ho fatto il mio percorso e ho sempre pagato per i miei sbagli”.

Ma qual è il segreto per essere ancora competitivi a 37 anni? “Per restare a certi livelli si devono fare sacrifici e rinunce, altrimenti sarebbe impossibile. Questa è la ragione per cui, dopo i 30 anni ho aumentato l’attenzione ai particolari e ai dettagli, prendendomi più cura di me stesso. Anche giocare con ragazzi di talento mi stimola e per certi aspetti mi fa anche ringiovanire, perché è bello potersi confrontare con la loro energia”.

Sul rapporto con la società: Quando arrivi in un club come la Juve, sai quali devono essere i tuoi comportamenti. Ci sono dei momenti in cui ti chiedi se andare avanti o meno. A me è capitato due o tre volte in cui poteva andare a finire diversamente, ma credo che il senso di appartenenza sia un valore da ritrovare.  In alcune situazioni si devono creare le sinergie giuste perché il rapporto sia duraturo”.

Quindi conclude: “Io bandiera come Totti e Del Piero? Se c’è una volontà comune da entrambe le parti per proseguire insieme, perché no?”

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