Calciatori Inter, Jonathan: "Non sono l'erede di Maicon. Stramaccioni? Era strano"

Il calciatore nerazzurro Jonathan ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano brasiliano Globe Esporte, in cui ha parlato della sua esperienza nerazzurra. All’inizio non particolarmente amato dai tifosi, piano piano è riuscito a conquistare il suo pubblico, fino a diventare uno dei migliori giocatori a disposizione di Walter Mazzarri.

Durante l’intervista il brasiliano racconta di com’è iniziata la sua avventura in Italia: “Un giornalista mi ha chiesto se avrei accettato di giocare in Italia e ho detto di sì.Credo che non avrò l’opportunità di rappresentare la nazionale brasiliana prima della Coppa del Mondo, e con l’Italia sarebbe stato altrettanto difficile. Senza dubbio, il mio desiderio di giocare per la squadra brasiliana è molto grande. Giocare per l’Italia sarebbe strano , ma è una questione di opportunità. È il mio lavoro, tutti i giocatori sognano di giocare una Coppa del Mondo con una grande nazionale. Dal momento che non ho potuto giocare per il Brasile , sarebbe un onore indossare la maglia azzurra . Non vedo alcun problema con questo”.

Continua a parlare dei problemi di inserimento che ha avuto appena arrivato all’Inter: “Quando sono arrivato qui, c’era prima Gasperini, poi è arrivato Ranieri. Non mi ha dato nessuna possibilità, mi disse che aveva bisogno di tempo per insegnarmi il calcio italiano, ma in quel momento non c’era quella possibilità. Mi allenavano a parte e poi a gennaio mi hanno mandato a giocare al Parma. L’Inter non voleva che io tornassi in Brasile però era un momento difficile. Mi allenavo a parte perché l’Inter a destra aveva Maicon, Zanetti, Nagatomo e pure Faraoni che poteva giocare a destra, ho giocato con la Primavera, ero molto turbato perché nel Cruzeiro avevo fatto bene ed ero stato considerato uno dei migliori esterni dopo aver vinto la Libertadores. All’inizio faticavo a capire, poi ho imparato che Parma è stata la chiave di tutto. Lì mi hanno accolto benissimo, sono riuscito a lavorare con continuità, il tecnico mi ha aiutato molto e sono riuscito a dimostrare le mie qualità così ho dimostrato di essere adatto al calcio italiano ed europeo”.

Smentisce, inoltre, di aver affermato di essere stato l’erede di Maicon, con il quale è molto amico e si sente tuttora: “Tutti hanno detto che ero il nuovo Maicon, ma io non ho mai detto questo. Forse ci sono, sì, alcune caratteristiche simili nel nostro gioco, ma credo di essere molto diverso da lui. La stampa ha creato questa idea e ha creato un’aspettativa tra i tifosi che si aspettavano da me che io entrassi in campo e facessi le stesse cose che faceva Maicon. Ma questo non è accaduto, perché siamo diversi e anche perché ero appena arrivato in Europa. Prima di andare all’Inter, Maicon era stato al Monaco e lì non era titolare all’inizio”.

Circa il rapporto con Stramaccioni: “Era strano con lui perché non potevo sbagliare. Se facevo male, non mi usava nella partita di dopo e io avevo bisogno di continuità. E’ un allenatore che conosce bene il calcio, è intelligente, ma mancava di esperienza e di polso. Ma sono sicuro che sarà un grande allenatore in futuro”.

Analizza, inoltre, il rapporto che ha adesso con i tifosi nerazzurri: “Ora, i tifosi mi trattano con affetto, hanno sempre una reazione positiva, mi chiedono autografi, foto, mi dicono che mi prendono al fantacalcio e mi dicono anche che devo segnare. Tutto è cambiato radicalmente e mi godo questo affetto dei tifosi. Il pubblico qui è molto esigente per tutto quello la squadra ha vinto: nel 2010 è arrivato un Triplete per questo i tifosi nerazzurri sono molto esigenti. Ma siamo in un momento di rinnovamento, stiamo migliorando e abbiamo solo bisogno di un po’di pazienza, Mazzarri è l’allenatore giusto per questa squadra”.

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