Calcio estero: Morto il giovane Carlos Alexandre Marques Caseiro

Sono argomenti di cui non vorremmo mai parlare, purtroppo però anche questo fa parte della cronaca calcistica: è morto in Portogallo, durante una partita della terza divisione un giocatore di soli 20 anni del Tourizense, Carlos Alexandre Marques Caseiro. Un arresto cardiaco lo ha colpito durante il match che la sua squadra stava disputando contro il Club Carapinheirense. Il giocatore, con un passato anche nella Nazionale Under 15 del proprio Paese è caduto al suolo al settimo minuto dell’incontro e vani sono stati i tentativi di soccorrerlo da parte dei medici. E’ il secondo caso che si verifica in Portogallo: nel 2004 durante la partita Benfica-Vitoria Guimaraes il giocatore ungherese Feher morì sul terreno di gioco.

Non è l’unico caso in questi giorni: l’allenatore di una squadra di Cremona, Luca Premi, è morto per un infarto sotto gli occhi del figlio di 14 anni. E’ stato stroncato da un malore davanti agli spogliatoi del campo di San Sigismondo, dove doveva iniziare la partita tra la sua squadra, i giovanissimi del Sant’Ilario, e la Martelli di Piadena. Il caso che purtroppo ci riguarda più da vicino è quello di Morosini, centrocampista del Livorno che nella sfida contro il Pescara nell’Aprile 2012 si accascia al suolo al 31esimo minuto del primo tempo. Il ritardo dei soccorsi in quell’occasione sarà fatale al giovane, deceduto per una malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena.

Piermario Morosini

 

Eppure nel nostro Campionato con i controlli sulla salute non si scherza, da questo punto di vista il nostro calcio è avanti nel confronto con gli altri Paesi: come non citare i casi di Kanu e Fadiga. Il Nigeriano arrivò all’Inter nel 1996, dopo la conquista con la Nigeria della medaglia d’oro Olimpica, ma ancor prima di vestire la maglia nerazzurra la visita medica di routine gli diagnosticò una disfunzione cardiaca congenita e la sua carriera sembrava volta al termine. L’Inter avrebbe potuto risolvere il contratto del nigeriano ma il Presidente Moratti si occupò in prima persona del ragazzo, pagando di propria tasca l’intervento. Tornò a giocare nel 1998, segnando anche una rete in Inter-Atalanta, prima di andare all’Arsenal. Il Senegalese invece venne acquistato dai nerazzurri dopo il Mondiale del 2002, ma prima dell’inizio della stagione però gli vennero diagnosticati dei problemi cardiaci che gli impedirono di giocare in Italia. 

Kanu Nwankwo

Molto spesso i controlli vengono effettuati in maniera superficiale, ma anche le condizioni nei campi di gioco lasciano a desiderare, come in occasione della Confederations Cup del 2003, quando il centrocampista del Camerun Foè venne colpito da un infarto. Inutili furono i soccorsi, ma venne sottolineata l’assenza di un defibrillatore, che dopo quella tragedia divenne obbligatorio. Da anni ormai si cerca di combattere questa battaglia, garantire la sicurezza degli atleti, con studi dentro e fuori dal rettangolo di gioco, ma a volte è davvero impossibile fermare il proprio destino. Il primo caso eclatante si ebbe nel 1969, con Giuliano Taccola morto negli spogliatoi dopo un Cagliari-Roma, l’ultimo ieri pomeriggio in Portogallo. Passano gli anni, ma i problemi sono sempre gli stessi.

ECCO IL VIDEO-TRIBUTO AI CALCIATORI MORTI IN CAMPO

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