Calciomercato Milan, cessioni e modello tedesco la strada da seguire

Vendere, incassare e investire. Sono queste le priorità in questo momento del calciomercato in casa rossonera. Vendere per diversi motivi: perché la rosa è troppo ampia e, considerando anche il fatto che il Milan non disputerà le coppe europee, trenta giocatori sono troppi; perché bisogna ripartire da capo, evitando quindi di riconfermare calciatori che nella passata stagione hanno contribuito in negativo a raggiungere l’ottavo posto; perché si continua a strapagare gente che, si veda Robinho, l’unico motivo per il quale continua ad essere in rosa è l’eccessivo ingaggio. Vendere soprattutto perché, sarà solo grazie al tesoretto che si accumulerà dalle cessioni, che si potranno fare acquisti.

Non è la classica frase alla Adriano Galliani, ma la pura e triste realtà dei fatti. Se la Nazionale Italiana avesse vinto i Mondiali, ora Mandzukic sarebbe rossonero. Le brutte prestazioni di Balotelli in Brasile hanno infatti fatto precipitare il suo valore, facendo si che l’unico modo di “liberarsi” di Mario sia quello di svenderlo, con il  croato che finirà in qualche big europea. Il calcio italiano, a differenza di dieci anni fa, non ha più la possibilità di spendere cifre fantasmagoriche sul mercato. La soluzione per ritornare a competere in ambito europeo con Real Madrid, Psg e Barcellona, è da ricercare quindi  unicamente nei vivai. Investire e avere il coraggio di scommettere sul settore giovanile e sui giovani che si hanno in casa. Saponara, Cristante, De Sciglio, Petagna se fossero nati in Baviera l’anno prossimo giocherebbero la Champions League con il Bayer Monaco.

Barbara Berlusconi ha lanciato il modello da seguire, mister Pippo Inzaghi sembrerebbe intenzionato a seguirlo. La strada forse è quella giusta, addio over 30 stranieri, addio parametri zero scaricati da squadre europee, benvenuti giovani italiani.

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