Calcioscommesse Catania: Bari, Cittadella, Brescia e Carpi coinvolte?

Potrebbe aumentare il numero delle partite che i rappresentanti del Catania Calcio hanno truccato nel corso dello scorso campionato di Serie B e a finire sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori anche Bari, Cittadella, Brescia e Carpi, società che, secondo quanto emerso dalle intercettazioni e secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, potrebbero essere coinvolte in questo filone del calcioscommesse orchestrato dai dirigenti del Catania.

Truccate le partite contro Varese, Trapani, Latina e Ternana e raggiunta la salvezza i dirigenti del Catania, Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri, sperano di poter raggiungere, tramite play off, la Serie A, ma sono costretti a rinunciare alla combine nel match contro il Bologna: in casa degli emiliani è difficile trovare gente disposta a truccare il match e inoltre, dopo la serie di risultati utili, in casa Catania si vuole vedere e testare il vero valore della squadra rossazzurra, senza ricorrere alla combine. Il risultato è una sconfitta che porterà la dirigenza rossazzurra a truccare il match successivo, quello contro il Livorno, ma non finisce qui. Dalle intercettazioni in mano alle Forze dell’Ordine, emergono nuovi particolari che rischiano di inchiodare Bari, Cittadella, Brescia e Carpi.

Nella partita contro il Brescia cambia il fine della combine: non più la salvezza del Catania o l’accesso ai play off, ma far soldi con importanti scommesse. Pulvirenti, quindi, chiede ad Arbotti un 2-2 per giocarsi l’over pagando 19 volte la posta in palio; Arbotti controbatte: per un risultato del genere occorre corrompere un numero elevato di giocatori (sei-sette), meglio puntare sulla vittoria del Catania con due gol di scarto. Ottenuto il consenso di Pulvirenti, Arbotti contatta Delli Carri e gli comunica di esser riuscito a corrompere due giocatori (treni) più o meno sicuri e i numeri corrispondono a quelli di Caracciolo, dato per sicuro, e Budel, incerto. La combine poi non viene ultimata, perché Pulvirenti ordina di far marcia indietro, ma se Caracciolo e Budel avevano accettato realmente la proposta dei rossazzurri, il Brescia rischia di non prender parte al ripescaggio.

Sempre per favorire le scommesse Delli Carri cerca quindi un accordo contro il Cittadella e nelle intercettazioni è ancora il Ds del Catania a tirare in ballo anche il Bari: “Noi facciamo le palazzine in un modo, loro le fanno al contrario”, reinterpretato dagli investigatori come: “Noi compriamo le partite, loro le vendono”. È sempre Delli Carri a coinvolgere il Carpi. Il Ds del Catania, infatti, dice che Giuntoli, allora Ds del Carpi, gli deve un favore. La partita contro il Carpi regalerà al Catania un punto prezioso, grazie a un noioso 0-0. Pareggio concordato? La Procura indaga. Se davvero la società emiliana fosse coinvolta nel calcioscommesse, il suo campionato di Serie A potrebbe non iniziare o iniziare con qualche punto di penalizzazione.

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