Carlo Ancelotti e la Champions League: un pezzo di Milan in finale

Nel negativissimo bilancio rossonero e italiano nell’Europa che conta, è Carletto Ancelotti a regalare una piccola soddisfazione ai nostri colori. Il suo Real infatti approda alla finale di Champions dopo dodici anni e pronto a sfatare l’”ossessione” Decima.

I Blancos, nello scontro fra superpotenze del calcio, imbrigliano il tiki taka teutonico di Guardiola con facilità disarmante e asfaltano il Bayern Monaco con un netto 0-4 . Il grande merito dell’impresa di ieri è soprattutto del tecnico di Reggiolo, capace di compiere un vero e proprio capolavoro tecnico-tattico, facendo provare ai tifosi del Real quelle emozioni che noi tifosi rossoneri abbiamo provato in quel Milan-Manchester United del 2 Maggio 2007. Quel 3-0  passato alla storia come “la partita perfetta”.

Carletto si conferma così-e senza alcun dubbio-il più forte allenatore italiano in circolazione: emblema di stile e classe, mai avvezzo a fomentare o rispondere a quelle che qualcuno chiama “chiacchiere da bar”. Adesso el “hombre tranquillo”, come stato soprannominato dai media iberici, è il personaggio del momento della Spagna calcistica. Proprio lui che, nel lontano aprile 1989, a San Siro aprì le danze in una delle sconfitte più cocenti della storia madridista in Coppa, potrebbe essere l’uomo capace di segnare un altro momento indimenticabile, questa volta in positivo, per la storia del Real Madrid perché il destino è così, si sa, prima toglie ma poi da. Ora la conquista della Decima è a soli 90 minuti, mai cosi vicina da 12 anni a questa parte.

Carletto è pronto, i tifosi del Real sperano che sia la volta buona, noi rossoneri ci auguriamo di vederlo cantare come fece a San Siro, all’indomani della vittoriosa finale di Atene.

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