"Caro Avvocato le scrivo": lettera a Gianni Agnelli a 11 anni dalla sua morte

Caro Avvocato Le scrivo così mi distraggo un pò,
ma soprattutto Le scrivo perchè oggi è Venerdì 24 Gennaio, proprio come undici anni fa, fa freddo e piove, proprio come undici anni fa, il suo stile, la sua classe e il suo carisma sono ancora saldi e impressi nei cuori e nelle teste di tutti i tifosi juventini, proprio come undici anni fa.

Si è vero le cose son cambiate, il calcio italiano è cambiato e forse non tornerà mai più quello di un tempo, ma la Juventus no: la Juventus era Campione d’Italia undici anni fa e lo è anche adesso, conquistò il titolo undici anni fa, e, facendo i dovuti scongiuri, lo farà anche adesso.

Le scrivo perchè proprio stamattina mi è capitata una cosa strana, che mi ha fatto ricordare una sua vecchia citazione: “Mi emoziono perfino quando leggo in qualche titolo di giornale la lettera “J”. Penso subito alla Juventus.”
Solo oggi, dopo tanti anni, mi sono accorto che Lei non sbagliava, perchè imbattendomi per puro caso nella parola “Juniores” su un quotidiano sportivo non ho potuto fare a meno di pensare ad Antonio Conte e alla sua grinta da condottiero, e mentre sul foglio scorrevo i risultati dei campionati giovanili rivedevo Marchisio muovere i primi passi nella nostra “cantera”.

Ma del resto, caro Avvocato, ogni vero Juventino si sarà emozionato davanti alla parola “Juniores”, ogni vero tifoso bianconero avrà ripensato alla “mattonella” di Alex Del Piero davanti al cartello “Jesolo”. Certo, notarlo solo adesso fa un certo effetto, ma non è mai troppo tardi per imparare, lo disse Lei stesso durante un’intervista a Mixer, quando con la sua classe invidiabile (ed invidiata) fece notare al mondo intero che anche uno come Boniperti commetteva delle “schiocchezze”: “Gli dissi di tenere d’occhio un certo Maradona, perchè di lì a poco sarebbe diventato qualcuno. Lui mi rispose di non scocciarlo, perchè quel nome sembrava una bestemmia”.

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E va bene Avvocato, cosa vuole che sia, tutti quanti sbagliamo, anzi ora gliene racconto una io: qualche giorno fa i dirigenti di una squadra italiana (non faccio nomi, ma sono sicuro che Lei capirà) bussano alla porta della Juventus e propongono uno scambio di calciatori. I dirigenti bianconeri ci riflettono, valutano l’offerta, la ritengono vantaggiosa e accettano. Lei mi dirà “E cosa c’è di strano?”, beh caro Avvocato, Lei non ci crederà, ma al momento della chiusura dell’affare quegli stessi dirigenti hanno ritenuto di dover rifiutare l’offerta, quella offerta che solo poche ore prima avevano presentato alla Juventus. Beato chi ci capisce qualcosa…

E’ arrivato il momento di salutarci caro Avvocato, ma prima di andare mi lasci dire che qui nessuno l’ha dimenticata, e questa mattina sul sito Internet della nostra, amata Vecchia Signora è comparsa questa nota: “L’Avvocato se n’è andato undici anni fa, il 24 gennaio 2003 e oggi, ricordandolo, non possiamo non pensare che sarebbe felice di sedere ancora in tribuna. Perché in fondo, alla Juve, chiedeva solo di giocare bene e vincere. E farlo è l’unico modo che conosciamo per onorare la sua memoria”

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