Cessione Milan: l'ingresso in Borsa cambia l'assetto azionario?

Il giorno dopo il polverone sollevatosi sull’asse Park Hyatt Hotel-Arcore, è tempo di riflessioni sulla lunga trattativa, ora in stand-by, per la cessione di quote societarie del Milan da Silvio Berlusconi al broker thailandese Bee Taechaubol. Come riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport l’unico dato certo che sarebbe emerso dalla trattativa (che va avanti in gran segreto da 3 mesi) è quello relativo alla futura quotazione in Borsa del Milan, anche se resta da definire se si tratterà di quella di Singapore, Shanghai o Hong Kong. Il progetto, vera grande novità dell’affare, potrebbe completamente rivoluzionare l’assetto azionario del Milan.

Il 30% delle azioni dovrebbero essere immesse sul mercato mediante l’offerta pubblica iniziale (IPO, ossia l’offerta al pubblico di titoli di una società che si quota per la prima volta in borsa), creando in tal modo una ripartizione delle quote del 51% + 49% divise tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol, ma con il 30% piazzato sulla borsa cinese. Solo a quel punto si potrà conoscere il definitivo organigramma azionario del Milan e, di conseguenza, chi realmente comanda nella società rossonera, dal momento che le decisioni dipendono dall’azionista di maggioranza. I tempi tecnici per rendere concreta la quotazione saranno di un anno circa, tempo minimo necessario per dare l’opportunità di aprire negozi e attività commerciali brandizzate Milan in Oriente.

Ad ogni modo Silvio Berlusconi ha promesso che già in settimana contatterà telefonicamente Bee Taechaubol per limare i dettagli di questa nuova partnership, almeno per come emersa dal comunicato ufficiale Fininvest e dalle parole del broker thailandese. Solo il tempo dirà ai tifosi quale sarà l’immagine del Milan del futuro.

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