Se da una parte l’Inter non ha perso tempo per chiudere la trattativa con Suning, il Milan sembra invece più fermo che mai. Troppi i paletti e le richieste di Berlusconi, tanto che i cinesi potrebbero fare dietrofront da un momento all’altro.

Garanzie economiche in termini di stabilità, disponibilità a investimenti futuri per il mercato e un ruolo comunque centrale anche dopo la cessione. Pretese eccessive? Forse. Fatto sta che anche il presidente rossonero potrebbe decidere di tornare sui propri passi e non vendere il club.
Nel pranzo di ieri con i figli, pare che Berlusconi sia stato pressato proprio dai suoi familiari affinché si decida a prendere unaSilvio Berlusconi decisione, qualunque essa sia. Questa titubanza rallenta infatti molte cose, il mercato in primis.

Il Milan rappresenta sicuramente un legame affettivo, una creatura che è stata allevata, non senza commettere errori, per 30 anni e che ora sembra difficile fare andar via. Se l’affare con gli orientali dovesse saltare il rischio è perseverare in quelli sbagli legati a operazioni di mercato non premianti, alle scelte tecniche discutibili e continuare a promettere qualcosa che a oggi non si può realizzare.

Troppi dubbi e troppi ‘ma’ caratterizzano questa vendita che, in un modo o nell’altro, dovrà pur concludersi visto che dopo l’europeo inizieranno i ritiri estivi e il Milan non si può permettere di restare in stallo in vista della prossima stagione.

 

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