Champions: competitor stanchi, l’Inter rischia l’impresa

Nonostante due mesi di letargo, i nerazzurri dipendono solo da loro stessi. Esaurito l’effetto sorpresa, Spalletti punta tutto sulla psicologia

Luciano Spalletti, prima stagione all'Inter

La distanza tra quello che siamo e che potremmo essere dipende dalla forza di volontà. E’ una di quelle frasi promulgate dagli asceti della filosofia “Imprenditore di te stesso”. In serie A il business dell’Inter è stato poco proficuo, eppure è ancora tutto nelle mani dei neroazzuri.

Una partita in meno, il derby appena ufficializzato il 4 aprile alle 18.30, l’altra quella di oggi alle 12.30 contro la Sampdoria. Tre punti potenziali che, in caso di vittoria, rafforzerebbero  il quarto post: con 58punti sarebbero tre le lunghezze di distacco sulla Lazio.

Bolla speculativa

La scalata di inizio anno aveva fatto pensare ad un colosso ritrovato. Dividendi distribuiti con felicità tra dipendenti – i calciatori – ed azionisti – i tifosi – ed un santone – Spalletti – pronto ad infondere fiducia indicando la via. Come spesso accade però, il successo facile ed istantaneo, nasconde insidie e zone d’ombra. Ombre che avevano celato le impervietà di una montagna che, iniziando a ghiacciare, ha fatto scivolare l’Inter a terra con la stessa facilità con cui era arrivata in vetta. Due mesi di letargo, quasi tre, dove il fieno messo in cascina è quasi bastato per sopravvivere alla durezza del gelo invernale. Poco c’entra con l’economia ma il concetto è che ormai il salvadanaio suona a vuoto.

Rischio d’impresa

Il quadro è chiaro: bisogna fatturare. E’ tempo di concretizzare a prescindere da tutto. Non siamo a Wall Street ma un ex lupo come Luciano può fare la differenza. Con i suoi moniti, le sue parabole, i suoi aforismi e una psicologia inversa che dirà quanto sia stato efficace come mental coach. Goleada contro la Samp, poker di Icardi: ora il rischio di fare l’impresa è ancora alto. Altrimenti a fine anno sarà ancora tempo di call conference, meeting, briefing e nuovi asset da efficientare. Per non creare nuovi miti: l’interista imbruttito.