Champions League 2017-18: Barcellona, analisi Eliminazione

Le cause del ko di ieri sera contro la Roma

Premessa: senza nulla togliere alla Roma e alla sua clamorosa impresa in Champions League 2017-18, il Barcellona ieri sera, oltre all’eliminazione, non è stato solo annullato per tutti i 90 minuti, ma anche umiliato.

Cosa è accaduto al Barcellona

Non è stato solo il grande cuore che hanno messo in campo i giocatori di Di Francesco dando oltre il 110% per tutta la partita e non è stata soltanto una partita storta la cui prestazione e il risultato finale è stato solo casuale. La sconfitta di ieri ha però evidenziato soprattutto alcuni punti palesi che non si possono non trascurare.

Prima di tutto, questo non è il Barcellona che conosciamo, una squadra annichilita in ogni reparto, timorosa, sempre in affanno, incapace di fare i contropiedi spumeggianti a cui ci aveva abituato. Una squadra troppo brutta per essere vera, una lontana parente della squadra leggendaria che ha impressionato per anni, una tristezza vederla così imbarazzante in difesa, a centracampo e in attacco! Ripeto, senza nulla togliere alla prestazione perfetta della squadra giallorossa che ha fatto un impresa.

Le cause della disfatta

Le cause di questa débâcle secondo me hanno origine già questa estate, dopo la cessione multimiliardaria di Neymar, non si è investito il capitale di questa faraonica cessione con acquisti di giocatori di prestigio e alto profilo, appunto, da Barcellona. I tifosi catalani, ma anche tutti noi sportivi, siamo rimasti sorpresi nel vedere che il sostituto scelto dalla dirigenza spagnola per sostituire Neymar fosse davvero Paulinho… troppo poco l’apporto di Dembélé e troppo tardivo l’acquisto di Coutinho a gennaio che ovviamente non poteva essere utilizzato in Champions League.

A centrocampo, sua maestà Andreas Iniesta, pluricampione con 30 trofei con questa maglia e 3 con la nazionale spagnola, ha ormai 34 anni, non è più quello di una volta e a questi livelli ci sarebbe bisogno di un pilastro nuovo da affiancare a Rakitic e Busquets, un giocatore alla Naiggolan per intenderci. In attacco Suarez sembra la fotocopia sbiadita del bomber che segnava gol a grappoli nel Liverpool.

Palla in avanti tanto ci pensa Messi….ma non può essere sempre così, il fenomeno sembra ormai Napoleone che predica nel deserto, non può fare sempre tutto lui soprattutto perchè della squadra che faceva stropicciare gli occhi al mondo intero con il suo tiki taka sembra una lontana parente. E se anche la “Pulce” dovesse essersi stancata e decidesse che dopo una vita con la maglia blaugrana fosse arrivata l’ora di cambiare aria, senza il suo giocatore simbolo, allora si che il giocattolo Barcellona sarebbe davvero un lontano ricordo…