Che fine ha fatto Fabrizio Miccoli: da erede di Del Piero al Birkirkara

Dalla Juventus a Palermo, fino a Malta. La carriera di Fabrizio Miccoli proseguirà proprio sull’isola maltese, precisamente al Birkirkara FC, club che gli ha dato l’opportunità di firmare un  contratto annuale, continuare a giocare, e gli permetterà di disputare i preliminari di Europa League contro gli armeni dell’Ulisses FC.

Nato il 27 giugno del 1979 (36 anni fra 2 giorni), “Il Romario del Salento” è noto come un giocatore dotato di grande tecnica, velocissimo e con un tiro potente. In tutta la sua carriera ha giocato sempre da seconda punta, posizione nella quale ha garantito con regolarità tanti assist per i compagni, senza mai perdere il vizio del gol. Lui è tuttora il capocannoniere del Palermo con 81 reti, delle quali 74 in Serie A, segnate nel corso delle 6 stagioni trascorse in Sicilia.

Miccoli ha iniziato la sua trafila presso le giovanili del San Donato, per poi trasferirsi alla corte del Milan di Berlusconi, dove ha giocato per due anni. A 17 anni ritorna in Salento, approda al Casarano, team con il quale ha esordito in Serie C1, sotto l’occhio attento del direttore Pantaleo Corvino. I numeri strepitosi messi in mostra con i rossoblù lo spingono a firmare con la Ternana in Serie B, squadra in cui militerà due anni e a cui lascerà in dote 32 gol totali.

Dopo aver visionato più volte il ragazzo, la Juventus decide di portarlo a Torino nell’estate del 2002, per girarlo immediatamente al Perugia di Serse Cosmi, considerato dallo stesso Miccoli il miglior tecnico che lui abbia mai avuto. Nella sua prima annata con il Grifone si distinse come capocannoniere della Coppa Italia con 5 gol, abbandonando la competizione soltanto in semifinale.

Al termine del campionato, rientra alla base. Nella stagione 2003/2004 indosserà la maglia bianconera appena 25 volte, realizzando 8 gol, uno dei quali in Champions League nella travolgente vittoria sull’Olympiacos per 7-0. L’anno dopo, la vecchia signora cede metà del cartellino alla Fiorentina, società che eviterà la retrocessione anche grazie ai 12 gol del bomber leccese. Nonostante il suo “mal di pancia” alla Juventus, Miccoli viene riscattato dalla Juventus e spedito in Portogallo, al Benfica, club nel quale vivrà uno dei momenti migliori della sua carriera, contribuendo con gol ed assist al successo finale nella Liga Portoguesa, diventando anche il giocatore più amato dalla tifoseria lusitana. Al Benfica rimarrà per 2 stagioni, nelle quali si toglierà grandi soddisfazioni, ma affronterà anche svariati infortuni.

Tra le annate 2003/2004 e 2004/2005, Miccoli viene convocato per 10 volte dalla Nazionale italiana, gestita all’epoca da Giovanni Trapattoni. Esordio il 12 febbrario 2003 contro il Portogallo a Genova, mentre il primo gol in azzurro arriverà esattamente un anno dopo a Braga, sempre contro i portoghesi.

Nell’estate del 2007 passa al Palermo, città che si innamorerà follemente di lui in breve tempo. I tanti acciacchi e gli innumerevoli problemi fisici, purtroppo, lo costringeranno a cambiare modo di giocare, passando da scatti repentini a una maggiore staticità. D’altra parte, però, il nuovo “stile” gli permette di sfruttare al meglio quella che forse è la sua caratteristica migliore: il tiro dalla distanza. Nella sua seconda stagione in rosanero, diventa anche capitano, un punto di riferimento per tutta la rosa ed un simbolo per l’intera tifoseria. Nel capoluogo siculo, faranno coppia con lui attaccanti del calibro di Amauri ed Edinson Cavani, attualmente a Torino e Psg nell’ordine. Nella stagione 2010-2011 ha dato un contributo decisivo per raggiungere l’Europa League, competizione nella quale segnerà la sua prima rete a livello europeo con la maglia rosanero nella gara contro gli svizzeri del Thun.

Svincolatosi dal Palermo, dopo alcune dichiarazioni “discutibili” riguardo il giudice Giovanni Falcone, raggiunge un accordo con il Lecce in Lega Pro. Con la maglia giallorossa disputa gli ultimi due campionati, in tandem con Davide Moscardelli, senza riuscire ad agguantare l’ambita promozione nel campionato cadetto.

In scadenza con i pugliesi, Miccoli cambia vita e vola a Malta, per una nuova esperienza, per non appendere gli scarpini al chiodo e continuare a fare sfoggio del suo immenso talento, troppe volte sottovalutato.

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