Che fine ha fatto Momo Sissoko: Dalla Juventus all'Avventura in Cina

Nato il 22 gennaio del 1985 a Mont-Saint-Aignan da genitori maliani, Mohammed Sissoko ha costruito sin dagli esordi una carriera da perfetto giramondo, che lo ha visto protagonista con la maglia di alcuni grandi club europei. All’età di 30 anni, però, è arrivata l’ora di lasciare il vecchio continente e provare una nuova affascinante esperienza: infatti, il giocatore africano si è da poco trasferito in Cina, precisamente nello Shangai Shenhua, club nel quale gioca l’australiano Tim Cahill e dove hanno militato anche Didier Drogba e Nicola Anelka recentemente.

Soprannominato la Piovra Nera, è stato da sempre inserito nella cerchia dei “grandi sottovalutati”, nonostante abbia giocato in squadre di spessore come Liverpool e Juventus. Sissoko nasce attaccante nelle giovanili dell’Auxerre, dove ha segnato più di 50 gol, ma è Rafa Benitez a cambiare radicalmente la sua posizione in campo, portandolo ad Anfield per utilizzarlo nel ruolo di mediano davanti alla difesa. Un giocatore di “rottura” nel cerchio di centrocampo, a cui non mancano forza fisica e qualità tecniche nello stretto. Momo è stato da sempre identificato come un fenomenale recupera-palloni, capace di far ripartire la propria squadra in contropiede anche grazie alle sue lunghe leve. Ai tempi dei Reds sarà paragonato alla leggenda dell’Arsenal Patrick Vieira per il suo stile di gioco.

Nel 2003, l’attuale tecnico del Real Madrid portò il giocatore a Valencia, permettendogli di giocare ben 63 gare nel primo anno, vincendo Liga, Coppa Uefa e Supercoppa Europea. Nel momento in cui Claudio Ranieri è subentrato all’allenatore spagnolo, non ha perso il suo posto davanti alla difesa, continuando a giocare con regolarità. Appena due anni dopo, il colosso maliano decide di seguire Benitez al Liverpool: è qui che verrà fuori il suo straordinario spirito combattivo, capace di far innamorare i tifosi della Cop. Nonostante le 45 presenze maturate nel corso della prima annata, dalla seconda stagione in poi ha faticato a trovare spazio e il successivo arrivo di Mascherano e Lucas Leiva non ha fatto altro che peggiorare la situazione.

Nel gennaio del 2008, la Juventus, allenata proprio da Claudio Ranieri, gli affida le chiavi del centrocampo bianconero. Con la maglia numero 22 farà la fortuna degli juventini, superando allo stesso tempo infortuni che lo costringeranno spesso a chiudere in anticipo il campionato. Sotto la gestione di Luigi Del Neri, stagione 2010/2011, Felipe Melo è stato molte volte preferito a Sissoko, al punto di costringere l’ex Auxerre a cambiare aria e ad approdare nuovamente in Francia, al Paris Saint Germain per 8 milioni di euro, facendo coppia con Thiago Motta, reduce dal Triplete con l’Inter.

Nella capitale transalpina rimane un anno, per poi trasferirsi per la seconda volta in Italia, accettando la corte della Fiorentina, squadra nella quale scriverà a referto appena 3 presenze. Rientrato al Psg, viene escluso dai piani societari e di comune accordo rescinde il contratto con lo sceicco Al-Thani. Rimane svincolato per 6 mesi, sino a quando non giunge alle sue orecchie la dolce chiamata del Levante, compagine con la quale affronterà ben 3 stagioni.

Scaduto il contratto, decide di cambiare vita e volare verso la Cina, una nuova avventura allo Shangai Shenhua. Inutilo sottolineare che Momo è da anni una colonna della sua Nazionale, che ha avuto l’onore di rappresentare per 34 volte, ottenendo due volte la medaglia di bronzo nella sentitissima Coppa d’Africa, nelle edizioni 2011 e 2013.

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