Che fine ha fatto Poborsky: da eroe del 5 maggio a presidente del Budějovice

Il 5 maggio era la data della morte di Napoleone in esilio a Sant’Elena ed era anche il titolo di una poesia di Alessandro Manzoni.  Tutto questo fino al 2002, dato che da quell’anno il 5 maggio ha assunto un altro significato. Infatti molti appassionati di calcio e soprattutto i tifosi sia dell’Inter che della Juventus ricorderanno bene quel giorno di 12 anni fa.

Quel giorno l’Inter doveva giocare l’ultima partita contro la Lazio, allo stadio Olimpico di Roma, i nerazzurri ad una giornata dalla fine aveva un punto di vantaggio sulla Juventus, seconda in classifica, e due sulla Roma, terza. Inoltre per molti si trattava di un match semplice dato che la Lazio non aveva più stimoli ed anche perchè una parte della tifoseria laziale chiese ai giocatori di far vincere i nerazzurri  anche perchè due tifoserie erano gemellate.

Tuttavia  la Lazio poteva ancora ambire ad un posto in Coppa Uefa e fece capire che voleva vincere quel match. Soprattutto lo fece capire un calciatore, che si rese protagonista in quella partita, stiamo parlando di Karel Poborsky. Il centrocampista ceco segnò la doppietta decisiva che permise alla Juventus di laurearsi campione d’Italia proprio ai danni dell‘Inter e per questo fu nominato “eroe del 5 Maggio”. E’ stato più amato dai tifosi di una squadra dove non ha mai giocato che da quelli della Lazio per ovvie ragioni.

Poborsky si mise in luce nel 1996 quando agli Europei in Inghilterra, fu uno dei protagonisti principali del secondo posto della Repubblica Ceca. Così venne acquistato dal Manchester United dove militò per due stagioni vincendo un Campionato e due Community Shield. Tuttavia il ceco lasciò i Red Devils per trasferirsi al Benfica dove giocò per tre anni collezionando 61 presenze, così nel mercato di riparazione del 2001 venne notato dalla Lazio che lo acquistò per 6 miliardi di lire. Il centrocampista ceco giocò appena sei mesiin Italia con la maglia biancoceleste ma gli bastarono per essere ricordato anche dopo tanti anni proprio grazie a quella doppietta del 5 Maggio. Poborsky sapeva che la Lazio lo avrebbe mandato via a fine stagione e mal sopportò le richieste dei tifosi di perdere la partita, si dice che la stella ceca abbandonò Roma in auto la stessa sera senza farci più ritorno.

Nel 2002 tornò in patria per giocare con lo Sparta Praga dove vinse due campionati e una coppa nazionale. Nel 2005  si trasferì alla Dynamo České Budějovice, squadra dove esordì nel 1991 e dove terminò la carriera nel 2007  a 35 anni riuscendo a centrare una storica promozione col club. Subito dopo il ritiro la federazione ceca gli offrì il ruolo di commissario tecnico della nazionale ma lui rifiutò, poco dopo è diventato il presidente del Budějovice, squadra che lo lanciò tra i professionisti appena 19enne.

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