Chi era Johan Cruyff, Morto oggi?

Johan Cruyff è morto oggi, 24 marzo 2016, all’età di 68 anni, a Barcellona, dopo una sfida testa a testa con uno dei pochi avversari, che si è dimostrato più forte di lui. Johan aveva un cancro ai polmoni, lo aveva annunciato al mondo qualche mese fa, risultato di un epoca, la sua, in cui i calciatori fumavano liberamente, e lui, di certo, non si risparmiava, ma dopo aver subito un intervento chirurgico al cuore nel 1991, divenne testimonial di una campagna sociale contro il tabacco. Della sua scomparsa si era parlato e scritto molto nello scorso weekend, su Facebook erano circolate voci infondate della sua presunta morte, suscitando messaggi di cordoglio di milioni di fans sulla sua pagina, ma smentita dai rappresentanti del calciatore.

Stella indiscussa del Calcio Totale, inventato a cavallo tra gli anni ’60-’70 da Rinus Michel, un modo di concepire il calcio, completamente diverso da quello praticato sino a quel momento, che prevedeva l’intercambiabilità dei giocatori nei rispettivi ruoli. Il modo di giocare delle squadre di Michels era estremamente spettacolare, ma necessitava di interpreti con elevato vigore fisico e classe sopraffina, oltre che capacità universali di adattamento, caratteristiche indispensabili per tenere sempre alti e intensi i ritmi offensivi.

Chi, meglio di Johan Cruyff, giocatore longilineo ed elegante, di velocità impressionante e tecnica raffinata, ma allo stesso tempo vigoroso e molto generoso, in grado di calciare efficacemente con entrambi i piedi, poteva rivestire il ruolo di protagonista? Ovviamente nessuno, la sua ottima tenuta atletica, infatti, gli permetteva di essere tatticamente molto duttile, tant’è che, pur essendo considerato un giocatore offensivo, poteva occuparsi benissimo dell’impostazione della manovra, oltre che della finalizzazione.

Johan Cruyff nacque ad Amsterdam il 25 aprile 1947, giocò in patria dalla stagione 1964/65 sino al 1972/73 con la maglia biancorossa dell’Ajax; nella stagione successiva, dopo un braccio di ferro tra la formazione dei lancieri (che voleva cederlo al Real Madrid) e il calciatore, che minacciò di lasciare il calcio, se non fosse stato ceduto al Barcellona, città nella quale rimase sino alla stagione 1977/78; dopo una breve parentesi in USA (dove veste le maglie dei Los Angeles Aztecs e dei Washington Diplomats) torna, prima in Spagna, al Levante (stagione 1980/81), per poi chiudere la sua carriera in patria, vestendo di nuovo la maglia dell’Ajax dal 1981 all’83 e infine al Feyenoord nella stagione 1983/84.

Il suo, è un palmarès di tutto rispetto: in Olanda, con l’Ajax ha vinto 8 campionati, 5 coppe nazionali, 3 Coppe Campioni, 1 Intercontinentale e 1 Supercoppa Europea, invece col Feyenoord ha raggiunto il double, campionato e coppa nazionale, segnando in totale 223 gol in 307 partite; in Spagna, ha vinto con i blaugrana 1 Liga e 1 coppa nazionale, segnando 48 gol in 140 partite (Levante compreso). In USA non ha vinto trofei di squadra, ma la sua media realizzativa è stata comunque notevole, segnando 25 reti in 53 gare.

Con la Nazionale Orange ha disputato 48 gare, tra il 1966 e il 1974, siglando 33 reti, raggiungendo la finale del Mondiale, persa contro la Germania Ovest, nel 1974. Individualmente, è uno dei pochi che possono vantare la vittoria di 3 palloni d’oro, riconoscimento, all’epoca, con cui era premiato il miglior giocatore europeo dell’anno. I suoi fasti da calciatore sono proseguiti anche nella carriera da allenatore, sulle panchine di Ajax e Barcellona, con la quale è riuscito a vincere una Coppa Campioni nel 1992, entrando a far parte di una èlite di coloro che sono riusciti a vincere la competizione sia da giocatori che da allenatori.

Oggi ci lascia, purtroppo, uno dei calciatori più forti della storia del calcio che, nella loro infinita e incerta gara su chi sia il migliore, è stato da molti considerato alla stregua di altre leggende come Pelè e Maradona.

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