Compleanno Javier Zanetti, i 40 anni del Capitano

Javier Zanetti compie 40 anni e il popolo interista, sui social network, non fa altro che regalare messaggi d’auguri al proprio capitano, autentica bandiera nerazzurra da quasi un ventennio e con la fascia al braccio da quattordici stagioni, tutte quelle disputate dopo l‘addio al calcio di Beppe Bergomi. Superfluo parlare di quanto sia amato Zanetti dalla tifoseria nerazzurra: la sua abnegazione, i suoi sacrifici, la sua grinta, la sua corsa con la testa bassa e la palla tra i piedi lungo le fasce destre degli stadi di tutto il mondo hanno creato un legame particolare tra Pupi e la sua gente.

Arrivato a Milano nell’estate del 1995, fu il primo acquisto del presidente Moratti insieme al più celebrato Sebastian Rambert anche se, come ben sappiamo, la storia ha scritto pagine completamente diverse per il destino calcistico dei due calciatori. Memorabile il suo primo giorno di lavoro in maglia nerazzurra: nel ritiro di Cavalese, infatti, si presentò con un sacchetto del supermercato tra le mani con alcuni effetti personali. In quella busta, però, Zanetti aveva virtualmente riposto la sua professionalità, la sua voglia di lavorare e da quel momento il suo rendimento fu un crescendo rossiniano.

Massimo Moratti

Nel dicembre del 1995 segnò il suo primo gol italiano alla Cremonese e nel giro di due stagioni centrò poi due finali di Coppa Uefa, vincendo quella del 1998 contro la Lazio a Parigi, con uno dei tre gol interisti realizzati proprio da Zanetti con un potente destro di contro balzo che si infilò nel sette della porta difesa da Marchegiani. Fu questo il primo (e per tante stagioni unico) trofeo di Zanetti con la maglia dell’Inter, della quale, come già accennato, divenne ben presto capitano.

Tante stagioni buie, risultati altalenanti, bacheca perennemente vuota: Zanetti non si scompose, lui era sempre al centro del campo a metterci la faccia, a correre per sé e per gli altri, a non tirare mai indietro la gamba e a lottare fino all’ultimo secondo per quei colori che erano ormai divenuti la sua seconda pelle. Nel 2005, dopo sette anni di sofferenza, Zanetti solleva di nuovo un trofeo, il primo con la fascia di capitano al braccio: in quell’anno, infatti, l’Inter di Mancini conquistò la Coppa Italia contro la Roma.

Da quell’istante la sua bacheca, e quella dell’Inter di Moratti, iniziarono a rimpinguarsi: in totale, con la maglia nerazzurra Zanetti ha portato a casa sedici trofei (cinque Scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe, una Coppa UEFA, una Champions League e un Mondiale per Club). Tanti, inoltre, i record conquistati dal numero 4 argentino: attualmente è lo straniero e il giocatore in attività con più presenze in A, il secondo di tutti i tempi in termini di presenze alle spalle di un’altra icona come Paolo Maldini, è il giocatore che è sceso più volte, ben 137, di fila in campo con la maglia dell’Inter e il recordman di tutti i tempi per i colori nerazzurri con ben 845 presenze.

Zanetti Champions League

Fortissimo il suo rapporto con alcuni personaggi del mondo interista come Giacinto Facchetti e Peppino Prisco: in occasione della loro morte, il capitano interista si mostrò visibilmente affranto, con le lacrime che gli solcavano pesantemente il viso. Zanetti è ora ai box, sta correndo contro il tempo per recuperare dall’infortunio al tendine d’Achille rimediato lo scorso anno a Palermo, dopo il quale dichiarò: “Non mi ritiro, voglio disputare almeno un’altra partita davanti ai miei tifosi”. Il popolo di fede nerazzurra non aspetta altro, quel giorno è sempre più vicino ma intanto fa sentire il proprio calore al suo idolo: tanti auguri Capitano!

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