Conferenza Evra: "Tavecchio e il razzismo? Non è un problema mio"

La conferenza stampa di presentazione di Patrice Evra si è conclusa da pochi minuti. Il giocatore di origini francesi classe ’81 ha mostrato subito una forte motivazione per la stagione a venire dichiarando di aver voluto fortemente approdare in bianconero. Dal canto suo anche Beppe Marotta non ha nascosto una particolare ammirazione per il francese che, a detta del direttore sportivo bianconero, sarà un elemento fondamentale per la nuova Juventus di Massimiliano Allegri.

Dopo le classiche domande di rito a cui Evra ha risposto sfoggiando un ottimo italiano e un inglese perfetto, la discussione si è spostata inevitabilmente sull’argomento che sta tenendo campo in questo ultimo periodo (e non solo): il razzismo. Le recenti dichiarazioi di Tavecchio, candidato alla presidenza della FIGC, hanno mosso pesanti critiche nei confronti sia di Tavecchio stesso sia del mondo del calcio in generale che ancora soffre di questa importante problematica.

“Io sono umano, non sono nero, non sono bianco, non sono giallo”: con queste parole si è espresso il neo acquisto bianconero lasciando intendere che il razzismo esiste, lui stesso ne è stato vittima, ma non costituisce per lui un problema dal momento che si ritiene un uomo felice a differenza di chi ancora vive nella convinzione che il colore della pelle determini il valore di un uomo.

 

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