Da Berardi a Mandragora: Marotta costruisce la Juve del futuro

Nel panorama calcistico italiano, è la Juventus l’unica squadra che ha dimostrato di investire concretamente sui giovani, per dare seguito al progetto avviato sei anni fa dal presidente Andrea Agnelli.

Dopo aver portato a Vinovo Stefano Sturaro, Simone Zaza e Daniele Rugani, tra il gennaio 2015 e la scorsa estate, Marotta e Paratici hanno messo le mani su Rolando Mandragora, centrocampista classe ’97 cresciuto nel Genoa e momentaneamente in prestito al Pescara, e Stefano Sensi, regista classe ’95 che approderà al Sassuolo e per il quale la Vecchia Signora potrà esercitare un diritto di “recompra” nelle prossime due primavere. All’attuale capitano del Cesena, insomma, spetta il medesimo destino di Domenico Berardi, che potrebbe vestire la maglia bianconera già a giugno, nel caso in cui la Juve versasse nelle casse degli emiliani circa 20 milioni di euro.

La mentalità juventina è ormai diventata unica nel suo genere: i frutti della lungimiranza della dirigenza di Corso Galileo Ferraris, per esempio, si sono visti con Paul Labile Pogba.
Vi ricordate quel “francesino” che ai tempi dello United non riusciva a trovare spazio? Ecco, a 4 anni di distanza, è stato inserito nella Top 11 stilata dalla FIFA al termine della stagione 2014/2015.

Non a caso, dopo aver perso tre giocatori fondamentali come Pirlo, Vidal e Tevez, Madama ha dovuto stravolgere completamente la sua rosa. Chi abbiamo oggi a disposizione di Allegri? Dybala, Pogba, Zaza, Lemina, Pereyra, Rugani, e presto anche i sopracitati Mandragora e Sensi. Tutti hanno in comune il fattore “gioventù”!
Il modello Juve è più efficiente che mai in un calcio come quello moderno, che ha necessariamente bisogno di uno svecchiamento e lasciar posto ai giovani.

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