Da Stankovic a Guarin: quando i tifosi influenzano le trattative di mercato

Lo scambio VucinicGuarin ufficialmente è saltato perché il presidente nerazzurro Thohir “ha ritenuto che non sussistessero le condizioni, tecniche ed economiche, per il raggiungimento dell’accordo”. Dietro questa dichiarazione di facciata in realtà c’era la ribellione dei tifosi interisti, accorsi a protestare contro la società perché indispettiti dal fatto che il colombiano sarebbe stato ceduto all’acerrima rivale, la Juventus.

Non è la prima volta però che i tifosi diventano l’ago della bilancia nelle trattative di mercato e riescono a impedire la buona uscita di questa o quella trattativa. Successe ad esempio la stessa cosa a Torino nell’estate del 2008 quando i tifosi bianconeri si opposero e di fatti bloccarono il passaggio di Stankovic alla Juventus. Gli ultras lo consideravano un traditore perché qualche anno prima, quando era ancora alla Lazio, aveva firmato un accordo sia con la Juventus che con l’Inter e alla fine scelse i nerazzurri diventando uno dei simboli della squadra che si cucì addosso il famoso scudetto di cartone.

Guarin Inter

Gli stessi tifosi milanisti nel gennaio del 2009 bloccarono la trattativa tra il Milan e il Manchester City per la cessione di Kakà presentandosi in migliaia a protestare in Via Turati per evitare la conclusione dell’affare. Kakà in quell’occasione giurò fedeltà salvo poi partire in estate destinazione Madrid. Tornando indietro nel tempo, nel 1995 ci fu il caso di Beppe Signori: l’allora presidente Cragnotti annunciò la cessione dell’attaccante al Parma, ma la mobilitazione dei tifosi fu tale che la sera stessa Cragnotti comunicò l’interruzione della trattativa.

Come dimenticare infine la sommossa popolare che ci fu a Firenze quando Roberto Baggio passò alla Juventus dopo che i bianconeri avevano vinto contro la Fiorentina la finale di Coppa Uefa. I tifosi scesero in piazza, ma ormai era troppo tardi e l’affare si fece.

 

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