Derby Inter-Milan 2013: Balotelli da ex contro il passato nerazzurro

O lo ami, o lo odi. Non esistono mezze misure quando si parla di uno degli attaccanti più forti che il nostro Calcio offre in questo periodo storico: stiamo parlando di Mario Balotelli, giocatore del Milan con un passato nerazzurro alle spalle. Un’avventura, la sua all’Inter, fatta di grandi successi (ha contribuito anche lui alla conquista del Triplete agli ordini di Mourinho) e gesti sconsiderati, come ad esempio l’aver gettato la maglia per terra dopo la vittoria per 3 a 1 contro il Barcellona nella semifinale di Champions League, a cui sono seguiti prima i fischi di tutto San Siro, poi il “rimprovero” di Materazzi nello spogliatoio, lontano dalle telecamere.

Acquistato dagli osservatori di Moratti nel 2006 viene prima inserito nella squadra Allievi, poi a metà stagione è aggregato alla formazione Primavera, con la quale vince il Campionato del 2006-2007. Un talento purissimo, un mix di classe e potenza che non fatica a farsi notare anche da Roberto Mancini, suo grande estimatore, che gli permette la stagione successiva di allenarsi in maniera stabile con la prima squadra, facendolo anche esordire in Serie A nella trasferta di Cagliari del Dicembre 2007, a soli 17 anni. In coppa Italia arrivano le sue prime doppiette, contro Reggina e Juventus, mentre in Campionato si sblocca ad Aprile, quando contro l’Atalanta realizza la sua prima rete. Nel Novembre 2008 diventa il più giovane marcatore nerazzurro nella storia della Champions League: ma iniziano anche i problemi. Viene deferito dal procuratore federale Stefano Palazzi per aver rivolto gesti offensivi ad un avversario, e durante una partita contro il Manchester United zittisce polemicamente Cristiano Ronaldo, balzando agli onori della cronaca di tutta Europa per la sua mancanza di rispetto verso il portoghese. Qualcuno la chiama personalità, qualcun altro maleducazione. Nel 2009-2010 colleziona 40 presenze ed 11 reti, aiutando i suoi compagni nella splendida impresa del Triplete.

Roberto Mancini

Con Mourinho non riesce a legare e la partenza dello Special One destinazione Madrid sembra l’occasione buona per Mario per diventare il leader dell’Inter, ma il suo procuratore lo spedisce al Manchester City, dove ritrova l’allenatore che lo lanciò nel grande calcio, Roberto Mancini. Liti con mister e compagni, serate in compagnia di belle donne, la storia d’amore con Raffaella Fico, ritardi agli allenamenti e prestazioni non sempre da fenomeno in campo convincono il City dopo 2 stagioni e mezzo a mandarlo via: grandi voci di mercato, mezza Europa sembra essere interessata a Mario, eppure lui ha una sola intenzione. Tornare a Milano, per giocare nella squadra per cui fa il tifo: il Milan. Galliani con un’abile mossa lo riporta in Italia, acquistandolo per 20 milioni di euro pagabili in comode rate. Un affare se si pensa al talento del ragazzo, un azzardo se si pensa al suo carattere. Da solo Balotelli è capace di rompere gli equilibri di uno spogliatoio, ne sanno qualcosa dall’altra parte del Naviglio. I suoi vecchi tifosi lo accolgono coprendolo di fischi ed insulti durante il derby della scorsa stagione (Inter-Milan 1-1, qualche occasione da rete fallita dall’attaccante), paragonandolo a Ronaldo, non tanto per le giocate in campo, quanto per il tradimento alla maglia.

Qualche settimana fa in un’intervista dichiarò: Sicuramente non getterei mai più la maglia dell’Inter a terra”E’ decisamente troppo tardi per pentirsi di quel gesto Mario, e siamo sicuri di una cosa: i tifosi nerazzurri non hanno dimenticato. Qualcuno ti avrà anche perdonato, ma stai sicuro che qualche fischio domenica sera te lo prenderai ancora…

ECCO IL VIDEO DI BALOTELLI IN INTER-BARCELLONA

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