Diamanti contro Guaraldi, Lite al Bologna

Dopo le accuse alla società rossoblù del nuovo attaccante del Palermo, l'ex presidente del Bologna svela la lite di due anni fa.

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Dopo anni di silenzio, Albano Guaraldi, ex presidente del Bologna, racconta la sua lite contro Alessandro Diamanti, che ha vestito la maglia dei Felsinei tra il 2011 e il 2014 per poi essere ceduto al Guangzhou Evergrande.

“La continuità con la quale Diamanti accusa il Bologna per la sua cessione mi ha stufato. Vorrei ristabilire la verità: è andato via di fronte a un contratto milionario, dopo settimane di pressioni e di siparietti espliciti. La moglie piangeva e batteva i pugni perché voleva andare in Cina. Io e il calciatore venimmo quasi alle mani quando Diamanti scoprì che avevamo rifiutato la cessione per motivazioni legate alle garanzie finanziarie della prima offerta.”

Secondo quanto rivelato dall’imprenditore al Corriere dello Sport, l’attaccante (ora al Palermo) ha poi iniziato a chiedere l’esonero di Pioli dopo ogni partita, convincendo i compagni di squadra di ciò e contribuendo a destabilizzare l’ambiente.

“Prima dell’ultima gara del 22 dicembre 2013 contro il Genoa mi disse: vinciamo questa poi però Pioli va esonerato, altrimenti la prossima contro il Catania la perdiamo”

La partita contro i siciliani fu infatti persa per 2-0 e l’allenatore fu mandato via da Guaraldi che non nasconde le sue responsabilità:

“Avrei dovuto mandare Diamanti in tribuna, usare il pugno duro. E non esonerare Pioli. Ma l’inesperienza e la difficoltà a dover gestire certe situazioni mi hanno portato a commettere errori. Quando un giocatore vuole andare via non ci si può fare niente e lo dimostra anche il caso Diawara.”

Immediata la risposta dell’attaccante classe 1983 che, attraverso il proprio profilo instagram ha espresso tutto il disappunto sulle dichiarazioni dell’ex presidente:

“In questi anni ho preferito evitare l’argomento con la stampa, perché chi è vero con se stesso non ha bisogno di giustificarsi. Io a Bologna ho scelto di viverci e la dignità ed il rispetto viene prima di ogni cosa. Non cerco sicuramente l’affetto di una città a priori. Ognuno può e deve esprimere i propri pensieri, ma è giusto farlo con un buon senso e soprattutto in base a cose vere. Mi fa rabbia esser giudicato furbo e stratega, quando uno dei miei più grandi difetti o qualità è proprio non riuscire a programmare nemmeno il giorno dopo. Mi fa rabbia (e soprattutto è incazzata Lei, la Silvia) leggere storie su comportamenti di mia moglie, quando entrambi non ricordiamo di incontri con la dirigenza se non oltre un buongiorno/buonasera allo stadio. A distanza di quasi 3 anni mi chiedo perché si debba parlare ancora di noi, questa storia. Credo sia passato tanto tempo, ed ognuno ha preso le proprie strade. Argomento chiuso.”

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