Dirigenza, società, squadra: cosa resta di questo Milan?

La sconfitta 2-1 contro l’Atalanta ha messo a nudo tutte le debolezze di questo Milan, una squadra che, a poche giornate dal termine della stagione non ha ancora trovato un’identità e può solo aggrapparsi alla Coppa Italia per provare ad agguantare l’unico traguardo stagionale. Cosa non ha funzionato finora? Noi di calciomercato-milan proviamo a fare una piccola analisi, senza giri di parole, e la divideremo in tre parti

LA SOCIETA’ – Qui la questione è molto chiara: Berlusconi non ha più intenzione di esporsi mediaticamente per il bene della squadra. Lasciamo perdere per un attimo i momenti che sta vivendo e i perchè di questa scelta, ma è un fatto che il suo peso politico sulla serie A sia praticamente azzerato. Sono tre partite consecutive che il Milan riceve torti arbitrali: manca un rigore contro Lazio e Chievo e l’angolo del gol di Gomez è inesistente. In altri momenti ci sarebbero state prese di posizione molto più dure. Ora sappiamo solo che c’è una difficile transazione in atto, e la scelta è tutta di Berlusconi che ha voluto Mr. Bee senza consultarsi con altri. Il closing è ancora lontano, colpa della crisi delle banche asiatiche e l’incertezza fa male a tutto l’ambiente

LA DIRIGENZA – L’addio di Braida, sponda Barcellona, ha fatto perdere un occhio vigile sul mercato, e l’inserimento di Barbara Berlusconi che con Galliani non condivide quasi nulla a livello di scelte societarie ha portato solo confusione. Gli sbagli singoli di entrambi (l’AD principale ha peccato sul mercato e non è riuscito a trattenere giovani poi andati bene altrove, come Saponara, e rischia di perdere definitivamente El Shaarawi, mentre alla figlia di Berlusconi è completamente imputabile la spinosa questione del nuovo stadio ) si sono poi riflessi sull’andamento della squadra, adesso costretta al ritiro per gli scarsi risultati.

LA SQUADRA – Per colpa anche dei molti infortuni, tra l’altro mai contemporanei ma sempre in sequenza, Mihajlovic non ha potuto avere, in tutta la stagione, attacco e centrocampo al completo. Ieri, ad esempio, mancavano Kucka ed Honda, ormai pedine fondamentali per il tecnico serbo. In attacco, però, Bacca è l’emblema degli sbagli del tecnico: è un attaccante che non sa fare la fase difensiva ma che Miha costringe al ripiegamento costante. Ha la media gol-tiri nello specchio più alta di tutta la Serie A, ma non sa marcare e i suoi errori sono stati decisivi contro il Sassuolo e anche ieri. Inoltre ha tirato la carretta per tutta la stagione perchè gli attaccanti disponibili sono stati sempre e solo tre (quando è tornato Balo si è infatti infortunato Niang). A centrocampo Bertolacci non ha mai convinto finora e si è infortunato anche lui nel momento migliore. Aggiungiamo anche la sfortuna, ma è una squadra che si perde d’animo fin troppo facilmente e non ha voglia di lottare su ogni pallone. La difesa non ha schermo e prende quindi troppi gol

Tutto questo vuol dire sesto posto a rischio e l’ennesima stagione fallimentare in vista. Basterà la Coppa Italia per salvarsi? Le ultime giornate saranno decisive, per la conferma di Mihajlovic e per il futuro di questo Milan.