Diritti Tv, Galliani intercettato nell’Inchiesta

Proseguono le indagini sull’inchiesta relativa ai diritti tv irregolarmente assegnati e, secondo una notizia riportata dal Corriere della Sera, pare che l’Ad del Milan Adriano Galliani sia pienamente coinvolto in quanto intercettato in una sospetta telefonata tra lui e l’avvocato Ghedini.

La Procura di Milano pare aver inserito tale intercettazione, che si somma a quella del presidente Preziosi, nel filone dell’inchiesta che riguarda il ruolo di Infront nell’assegnazione dei diritti tv. Nella telefonata intercorsa tra l’avv. Ghedini e Galliani, il legale dei Berlusconi fa riferimento a un pranzo al quale avrebbero preso parte “il Presidente, Gianni e Confalonieri”, Galliani aveva risposto: “In questa vicenda io posso far poco, secondo me il ragionamento da fare è coordinarsi con gli uffici legali della Lega. (…) La Lega è assolutamente schierata”. Ghedini aveva quindi tagliato corto: “Va bé, dopo ne parliamo di quella roba, lascia stare… domani, se vuoi venire, siamo qua. Alle 13.00 da Grazioli, solo noi…”

La notizia dell‘intercettazione della telefonata tra Galliani e Ghedini ha subito suscitato la reazione di quest’ultimo che, tramite un comunicato pubblicato sul sito dell’AC Milan, ha fatto sapere la posizione sua e dell’Ad rossonero suo assistito. Il Corriere della Sera ha infatti – secondo quanto si legge nel comunicato – violato la legge in quanto è stata resa nota una telefonata privata tra un avvocato e il proprio assistito per la quale “vige l’obbligo di distruzione o quantomeno non pubblicazione”.

Inoltre l’avv. Ghedini sostiene che quanto scritto sul Corriere della Sera sia falso in quanto: “si prospetta che la telefonata sarebbe avvenuta prima delle audizioni all’antitrust, che invece per quanto attiene RTI vi erano già ampiamente state”. Per quel che riguarda il contenuto della telefonata il legale precisa: “Si trattava soltanto di conoscere i colleghi che seguivano la Lega Calcio per ottenere da loro ulteriore documentazione utile anche per il procedimento penale per cui in data 28 settembre vi era stato da parte mia un accesso presso la Procura della Repubblica di Milano, ampiamente riportato dalla stampa”.

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