Eliminazione Italia dal Mondiale, le conseguenze economiche

Eliminazione Italia dal Mondiale, quanto peserà nelle casse degli italiani commercianti, imprenditori e professionisti, l'esclusione da Russia 2018.

Ebbene si, a 60 anni dall’ultima volta la Nazionale Italiana di Calcio non prenderà parte ai prossimi Mondiali in Russia. Qualcuno diceva che non sarebbe mai potuto accadere, altri al contrario quasi se l’aspettavano. Noi giovani appassionati di calcio, non possiamo che far parte di quella prima categoria che non pensava minimamente all’ eliminazione Italia dal mondiale. Vi starete chiedendo il perchè. Rispondervi è più semplice di quanto pensiate: “perchè non è mai successo”. Si, proprio così, perchè è qualcosa per noi fuori dal normale.

Non ci saranno “Notti magiche”, non ci sarà “Un’Estate Italiana”, non ci sarà una “Casa Azzurri”, non sventoleranno bandiere sui nostri balconi e, permettetemelo, non ci saranno birre a dissetare le nostre gole arse in quelle calde sere estive. Ma dobbiamo cercare di mettere da parte, almeno per qualche minuto, la passione per il calcio e provare ad analizzare l’esclusione dell’Italia dal Mondiale di Russia 2018 indossando il cappello dei commercianti, degli imprenditori e dei media per capire quanto è stata colpita, economicamente parlando, la nostra Italia.

Bar, Pizzerie, Pub e Centri Scommesse

Iniziamo a parlare dei commercianti, quelli più vicini a noi, magari il bar dove ogni mattina ci rechiamo a prendere il caffè, il pub dove ci dissetiamo nei fine settimana o la pizzeria dove la domenica sera possiamo vedere all’opera i nostri beniamini nelle squadre di club, quelle che nel periodo Mondiali triplicano le vendite di un normale fine settimana lavorativo. Infatti, il movimento economico che porta una partita del Mondiale si aggira solo in Italia sui 5/6 Milioni di Euro, divisi tra Centri Commerciali e Supermercati, Bar, Pizzerie e Pub. Altro settore del commercio colpito è quello relativo ai centri scommesse, che nell’europeo in Francia ha mosso 19 milioni di Euro, cifra vicina al 10% dei ricavi totali di tutto il torneo.

Sponsor Tecnico

A risentire di questo clamoroso evento saranno anche i grandi imprenditori che sponsorizzano la nostra nazionale di calcio, uno su tutti lo sponsor tecnico “Puma” che ha investito 18,7 milioni annui nel progetto azzurro fino al 2022 e che si ritroverà orfano della vendita diretta di tutte le maglie ufficiali della nazionale italiana. Oltre a tutte le grandi aziende che con materiale non ufficiale come trombe, fischietti, t-shirt, cappelli e quant’altro riuscivano a vivere un periodo felice per i propri bilanci colpiti sempre più dal periodo di grande crisi economica che stiamo attraversando.

Televisioni

Ancora un brutto colpo per il nostro settore Media, come la Rai, che non potrà approfittare del periodo Mondiale per ricavare alte somme di denaro dalle sponsorizzazioni concentrate sulle gare dei mondiali. Senza dimenticare che tra i 50 eventi televisivi più seguiti dell’anno, 49 sono eventi sportivi di cui 32 gare mondiali. Infatti, Rai e Sky nella scorsa edizione del mondiale hanno versato ben 180 milioni nelle casse della Fifa per assicurarsi le prestazioni degli azzurri, cifra che con la nazionale italiana fuori dai giochi sarà come minimo dimezzata dalle nostre reti televisive.

Quanto perde la FIGC con l’Eliminazione Italia

A concludere questo importante bilancio, purtroppo in perdita, le conseguenze economiche, oltre che d’immagine, dell’eliminazione dell’Italia dal mondiale alla stessa FIGC con i Mondiali in Russia che con la sola presenza ai gironi avrebbe portato 12 milioni nelle casse italiane, che sarebbero diventati 20 se il cammino si fosse fermato agli Ottavi, 25 ai Quarti, 40 se si fosse classificata seconda e ben 50 milioni di Euro se ne fosse uscita vincitrice. Insomma, il calcio italiano,che aveva guadagnato 174 milioni di euro nell’Europeo del 2016 puntava quanto meno a fatturarne altrettanti nel mondiale del 2018. Una crisi calcistica, una crisi sportiva, ma sicuramente, per ciò che ci colpisce direttamente, una crisi economica senza eguali.