Eliminazione Italia, l’occasione per ricominciare da zero

Non tutto il male viene per nuocere: l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali di Russia 2018 potrebbe essere uno di quei casi

Dopo quasi 60 anni l’Italia non parteciperà ai Mondiali di calcio. Questa notizia ha da prima rattristato tutti noi e ci sono venute in mente le parole che Jorge Valdano, ex calciatore argentino, ora scrittore e poeta. Valdano dedicò un pensiero a Roberto Baggio dopo il suo ritiro: “Tocco infinito palleggio erudito; i fuoriclasse non son più tali di moda van soltanto i normali”. Propri i fuoriclasse sono quelli di cui l’Italia è ormai carente, non ci sono più, né i Roberto Baggio, né gli Alessandro Del Piero, né gli Andrea Pirlo, né tanto meno i Francesco Totti.

Per tale mancanza la colpa dei vivai è soltanto relativa e secondaria, il problema principale è quello delle troppe partite che si giocano nel calcio moderno, il tanto giocare “costringe” i vari clubs a preferire i grandi atleti ai grandi talenti; preferire che riesca a correre per 50 partite, invece a chi sia in grado di regalare magie per 30 partite.

Dopo il momento della tristezza, a caldo, è sopraggiunto quello della riflessione a mente fredda. Il motivo di ciò è semplice: se l’Italia si fosse qualificata al Mondiale per poi uscirne molto male (come del resto già avvenuto nel 2010 in Sud Africa e nel 2014 in Brasile) tutti avrebbero pensato che ci fosse stato bisogno semplicemente di ripartire.

Ora invece con questa non qualificazione, tutti ci siamo resi conto che bisogna proprio ricominciare da zero, per tornare ai fasti gloriosi di un tempo.