Ex Inter: che fine ha fatto il giovane talento Goran Slavkovski?

Se ne parlava come un grande prospetto per il futuro, arrivò a Milano con tutte le carte in regole per diventare un campione. Ma qualcosa è andato storto. Stiamo parlando di Goran Slavkovski, attaccante macedone di origini svedesi che militò nella Primavera dell’Inter dal 2005 al 2008. Che fine ha fatto il giovane talento che vanta ancora il record di più giovane esordiente con la maglia nerazzurra in campionato? Prima di arrivare ad una risposta, ripercorriamo la storia di questo talento mancato che fu soprannominato “Il secondo Ibrahimovic“.

Si, proprio così. Classe ’89, nativo di Skravlinge, Goran Slavkovski è cresciuto nelle giovanili del FBK Balkan, per poi essere notato dalla squadra svedese del Malmo, come il suo ben più noto collega Zlatan Ibrahimovic. E’ qui che l’Inter lo scopre e decide di portarlo a Milano. A soli 16 anni Slavkovski inizia a giocare negli Allievi Nazionali e anche in Primavera, facendo intravedere buone doti da finalizzatore e interessanti capacità tecniche. In tanti nell’ambiente nerazzurro iniziano a paragonarlo ad Ibra. L’allora allenatore dell’Inter Roberto Mancini lo nota, e decide di convocarlo spesso in prima squadra durante l’arco della stagione.

Goran Slavkovski

Nel maggio del 2006 arriva anche l’esordio ufficiale con la maglia nerazzurra in campionato, nella sfida contro il Siena. Slavkovski a 17 anni ed un mese batte il record di Giuseppe Bergomi del più giovane calciatore della storia interista e di lui si inizia a parlare un gran bene. Peccato che nell’estate 2006 l’Inter acquisti il vero Zlatan Ibrahimovic. Nei due anni successivi Goran non compare più in prima squadra e continua a giocare con la Primavera, riuscendo a collezionare solo una presenza in Coppa Italia contro il Messina. Mentre Ibrahimovic fa vincere scudetti alla squadra nerazzurra, il buon Goran cade nel dimenticatoio e a Gennaio 2008 l’Inter decide di privarsene.

A farsi sotto per il suo cartellino c’è il Middlesbrough, squadra militante in Premier League. Tuttavia il trasferimento non va in porto per un problema fisico ad un’anca. La squadra inglese non ritiene il giocatore idoneo a scendere in campo e rifiuta di concludere la trattativa. Ad accoglierlo però c’è lo Sheffield United, squadra di Championship che lo acquisisce in prestito con diritto di riscatto. Nemmeno a dirlo, l’allenatore dei Blades Kevin Blackwell lo snobba, non ritenendolo pronto per esordire in prima squadra. Slavkovski è costretto a giocare con le riserve e a fine stagione torna all’Inter senza essere mai sceso in campo.Goran Slavkovski Inter

A Milano ormai nessuno più crede in lui. Il suo agente di allora, Fabrizio Ferrari, gli propone varie offerte provenienti dalla Lega Pro, tra le quali una dell’Albinoleffe, ma il giocatore convinto delle sue capacità rifiuta tutti i trasfertimenti. Nel giugno del 2008 viene ufficializzato il suo passaggio all’Hajduk Spalato, ma anche la squadra croata, dopo aver giudicato il giocatore in pessime condizioni fisiche, decide di annullare l’acquisto. L’Inter per privarsene decide di farlo allenare con la squadra nella quale è cresciuto, il Malmo. Slavkovski ritorna in Svezia e a fine stagione si ritrova senza squadra per via della scadenza del contratto con i nerazzurri.

Da qui in poi se ne perdono le tracce. Firma prima un contratto di sei mesi con il Bochum, andando però a finire con la seconda squadra della compagine tedesca, e poi viene rifiutato dal Barnet dopo un periodo di prova. Per Slavkovski allora si aprono le porte dei campionati dilettantistici. Ritorna ancora una volta in Svezia, dove viene messo sotto contratto dall’impronunciabile Limhamn Bunkeflo 07, società militante nella terza serie svedese.

Tuttavia neanche quella si rivela una categoria adatta a lui. Dopo esser rimasto svincolato nel 2012, Slavkovski adesso gioca addirittura nella sesta serie svedese, con il KFS Makedonjia. Almeno nel calcio amatoriale, è riuscito a segnare ben 20 gol. Un bottino di tutto rispetto per un attaccante che doveva ripercorrere le orme di Zlatan Ibrahimovic. Almeno ai suoi nipoti potrà raccontare di aver esordito nella scala del calcio.

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