Ex Inter, Stankovic: "La Champions il successo più bello"

Il 6 Gennaio, alle 18.30, Lazio-Inter è la partita che chiuderà la diciottesima giornata di Campionato, al rientro dalle festività. Sarà una gara molto importante per ambedue le squadre che vdogliono riprendere a macinare punti per i proprio obiettivi. L’Inter, dopo la vittoria prenatalizia nel derby, si è rilanciata per la conquista di quel terzo posto che significherebbe Champions. La Lazio, dal canto suo, è reduce da una prima parte di campionato alquanto deludente che ha portato, tra l’altro, all’esonero di Petkovic e al ritorno in panchina di Edy Reja. All’Olimpico, il giorno della Befana, ci sarà un ex delle due squadre, che ha da poco appeso gli scarpini al chiodo. Stiamo parlando di Dejan Stankovic che, dopo 19 anni di calcio professionistico (di cui 6 con la maglia della Lazio e 10 con quella nerazzurra con cui ha chiuso la sua carriera), ha lasciato il calcio giocato l’11 ottobre 2013, dopo aver disputato la partita contro il Giappone, vestendo la maglia della sua Nazionale. A spingere il serbo a metter fine alla sua carriera sicuramente i problemi di natura fisica che l’hanno tormentato per diversi mesi, come dichiara lo stesso Dejan in un’intervista rilasciata a Il Messaggero: “Ho subito un intervento, poi un secondo ma la situazione non migliorava perché si presentavano altri problemi. Tanti mesi di sofferenza e speranze. Avrei potuto continuare per un paio di stagioni però, quando ho capito che mai avrei raggiunto i miei soliti livelli, ho preferito dire basta. Non ho rimpianti, dal calcio ho avuto tutto: sia nei quindici anni italiani, che nei quattro giocati con la Stella Rossa con la quale ho esordito a sedici anni e mezzo”.

Stankovic ha deciso, anche dopo il ritiro, di continuare a vivere a Milano con la sua famiglia. Il giocatore serbo ha affermato di sentire la mancanza del calcio giocato e dell’atmosfera nello spogliatoio: “Ancora non ho avuto il tempo di rendermene conto, mi mancano lo spogliatoio e il campo. Vedendo Inter-Milan, il cuore batteva più velocemente… Adesso mi godo la famiglia e faccio il padre di tre ragazzi che sono cresciuti velocemente e ora giocano tutti nell’Accademia dell’Inter”. L’Inter al rientro dallo stop affronterà la Lazio, la squadra che lo lanciò per prima nel calcio italiano, quando nella stagione 1998/1999, il Presidente Cragnotti lo portò a Roma, vincendo il derby di mercato con la Roma. Questi i ricordi di Dejan di quei lunghi anni nella città del Colosseo: “Cinque anni e mezzo fantastici. Lazio è stata la società che ha investito tanto per avermi, portandomi nel grande calcio. A Roma sono diventato uomo e calciatore importante giocando nella squadra che, in quel periodo, era la più forte del mondo. Non finirò mai di ringraziarla”. Poi, nel 2004, il passaggio in nerazzurro: “In quasi dieci anni di maglia nerazzurra mi sono consacrato, vincendo tutto quello che un calciatore sogna di vincere”.

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Alla domanda su quale sia stato il suo successo più bello, Stankovic non ha dubbi: “La Champions. Subito dopo lo scudetto con la Lazio”. Il serbo, durante l’intervista, ha anche fatto un paragone tra il derby romano e quello milanese che, il giocatore ha avuto la fortuna di giocare: “La tensione che si vive a Roma diventa uno zaino di responsabilità che pesa anche nel corso della gara e condiziona il rendimento in campo. A Milano si avverte tensione nell’approccio, ma poi si pensa solo allo spettacolo e nessun processo a chi perde”. Alla ripresa si affronteranno proprio Lazio e Inter, questo il parere di Deki sulla sfida di Lunedì: “In questo momento sono lontane dal vertice, soprattutto la Lazio. Il calcio è fatto di alti e bassi e i biancocelesti hanno deluso però sono convinto che, con il cambio della guida tecnica, sapranno riprendersi. L’Inter ha fatto qualche pareggio di troppo ma potrebbe prendere slancio dalla vittoria nel derby. Dopo la sosta è sempre dura stilare pronostici, io dico che partiranno alla pari e credo che, alla fine, entrambe chiuderanno nelle posizioni alte della classifica

Il centrocampista serbo ha avuto la fortuna di giocare con numerosi calciatori, alcuni fortissimi, altri meno, ma colui a cui maggiormente Dejan si è legato in questi lunghi 19 anni di calcio giocato è stato “Sinisa Mihajlovic, un fratello maggiore, il padrino dei miei figli: gli devo tanto. Poi metterei anche Roberto Mancini, nella duplice veste di compagno e allenatore. Comunque credo di aver avuto un buon rapporto con tutti”. Infine, una domanda sul suo futuro, dopo aver spiegato i motivi del suo rifiuto della carica di presidente della Federcalcio serba che gli era stata recentemente proposta: “A trentacinque anni non mi sento di avere le spalle tanto larghe per risolvere i problemi del calcio serbo. Sono stato sincero con me stesso, senza creare aspettative nella gente. Forse mi sento giovane, per un ruolo così delicato, però non mollo la nazionale. Al futuro ci penserò con calma. Non voglio sbagliare. Ad ogni modo, resterò nel calcio”.

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