Finale Coppa Italia: Roma-Lazio, le Pagelle

Si sono date battaglia, hanno dato spettacolo, hanno lottato per consegnare ai propri tifosi una gioia che va ben oltre la semplice vittoria. Roma e Lazio hanno scritto un pezzo di storia, forse il più importante nella storia della Roma calcistica, più importante degli scudetti, delle Coppe e dei trofei.

Si sono sfidati in un’atmosfera che ha del surreale, una cornice di pubblico magnifica, inimitabile, due curve gremite e colorate che non hanno smesso nemmeno per un minuto di incitare i propri beniamini, finendo per dar vita ad un altro derby, giocato sugli spalti, e vinto da entrambi.

Coreografia Lazio

Sul campo, però, hanno vinto i biancocelesti, che nei novanta minuti hanno sicuramente meritato più dei cugini. In gergo teorico diremmo che la Lazio è più squadra, in termini pratici possiamo affermare che l’11 di Petkovic ha attaccato di più, ha spinto con maggiore determinazione, ci ha creduto di più, e alla fine ha ottenuto la vittoria, sfruttando l’amalgama giusta creata da un tecnico umile ma allo stesso tempo validissimo.

LE PAGELLE: 

Roma: Migliore Bradley, Peggiore Destro

Lobont 5: Pesano come un macigno le responsabilità sul gol di Lulic, ma non bisogna dimenticare gli interventi eccezionali sulla conclusione del bosniaco dalla lunga distanza e sul colpo si testa di Klose a due passi dallo specchio.

Marquinhos 5.5: Inizia bene, cercando di contenere la spinta offensiva del terribile Lulic, ma anche lui ha enormi colpe sul gol del bosniaco. Determinante il suo “liscio” che ha permesso al numero 19 biancoceleste di mettere in rete.

Burdisso 5,5: Discreto il suo primo tempo, anche se Klose riesce a sfuggirgli in più di un’occasione. Nella ripresa lascia troppi spazi alla Lazio.

Castan 5,5: Ci mette cuore e grinta, perde qualche pallone ma alla fine soffre le incursioni di un volpone come Klose. Non ha grosse colpe sul gol, la sua prestazione è globalmente discreta.

Balzaretti 5: Ha la sfortuna di trovarsi contro uno come Candreva, che negli utlimi tempi è diventato ormai l’arma in più dell’11 di Petkovic. “Turbo” gli scappa un pò troppo e anche la fase offensiva lascia a desiderare. Emblematico il suo pianto a fine gara.

Bradley 6: Uno dei migliori dei suoi, a centrocampo riesce a creare gioco anche se per la Roma non è giornata, peccato per l’occasione divorata nel primo tempo.

De Rossi 6: Il derby, molto spesso, non gli porta molta fortuna, eppure ieri è riuscito a fornire una prestazione convincente. Fa da difensore aggiunto cercando di bloccare la mediana, Hernanes con lui trova pochi spazi.

Lamela 5-: Da uno come lui ti aspetti qualcosa in più, e invece Radu riesce a tenerlo a bada. Spettatore non pagante.

Totti 6-: Ci prova e riprova da fuori ma Marchetti è sempre attento. Non riesce a entrare in area ma cerca di creare gioco. Pericoloso sulle palle da fermo, sfortunato quando il portiere biancoceleste devia la sua punizione sulla traversa riuscendo a salvarsi per il rotto della cuffia.

Marquinho 5: Dovrebbero essere l’uomo di spinta eppure si limita a contenere le offensive degli avantilaziali. Positivo l’impegno, negativa la prestazione.

Destro 4,5: Andreazzoli lo schiera a gran sorpresa dal 1′ minuto, e probabilmente se ne pente (senza ammetterlo). Nel primo tempo si divora un gol a pochi centimetri da Marchetti, nella ripresa si accontenta di guardare la partita.

Andreazzoli 5: Pesa la scelta di lasciare in panchina Osvaldo. La prestazione dei suoi è negativa, e le colpe, anche se solo in parte, non possono che ricadere su di lui.

AS Roma v SS Lazio - TIM Cup Final

Lazio:  Migliore Candreva, Peggiore Hernanes

Marchetti 6,5: Attento sui tiri dalla distanza di Totti, anche se sulla punizione del “Pupone” ha un attimo di indecisione. Fortunatamente riesce ad evitare il peggio.

Konko 6,5: Spinge maledettamente e garantisce una copertura perfetta. Petkovic ringrazia il cielo per averlo ritrovato dopo il lungo infortunio.

Cana 7: Una vera roccia, nessuno riesce ad avere la meglio contro di lui anche se fare il difensore non è il suo vero mestiere; praticamente impeccabile.

Biava 7: Si lascia scappare Destro nel finale del primo tempo, ma per il resto è insuperabile. Non ne sbaglia una  e qualcuno azzarda addirittura il paragone con il miglior Nesta visto da queste parti.

Radu 7: Spinge meno del solito ma annulla in tutto e per tutto Erik Lamela, uomo più pericoloso della Roma.

Ledesma 7,5: Il suo “tete à tete” con Totti è storico, lui lo vince e dimostra, ancora una volta, di essere uno dei migliori mediani del campionato italiano. Nella ripresa si stira e lascia spazio a Mauri (voto 6): Ottima la sua triangolazione con Candreva nell’azione del gol,  ma fallisce il colpo del 2-0 a due passi da Lobont qualche minuto dopo.

Candreva 8: Il migliore, come sempre nell’ultimo periodo. Sulla destra è inarrestabile, inutili anche i raddoppi di marcatura della difesa avversaria, lui riesce a sfuggire a tutti. Grandissimi meriti sul gol di Lulic, il suo cross teso beffa Lobont e inganna Marquinhos, il bosniaco non deve far altro che mettere dentro.

Onazi 6,5: Non inizia benissimo, sbaglia qualche passaggio e fa perdere la pazienza ad alcuni dei presenti, ma comincia pian piano a migliorare e nella ripresa diventa un vero e proprio pilastro del centrocampo.

Hernanes 6: Da uno con la sua classe ti aspetti qualcosa in più, ma la difesa della Roma riesce a bloccarlo in più di un’occasione.

Lulic 7,5: Inizia subito a incutere timore agli avversari, ci prova dalla distanza ma Lobont si supera e respinge la sua conclusione. Per un periodo sparisce ma poi riprende a “galoppare”. dando del filo da torcere a tutta la retroguardia giallorossa. Si trova al posto giusto nel momento giusto quando Candreva mette in mezzo un cross teso e pericoloso, facile il tap-in a pochi centimetri dalla porta sguarnita.

Klose 7-: Non riesce a trovare il gol, di azioni a disposizione ne ha davvero poche ma è sfortunatissimo quando Lobont gli para un colpo di testa destinato a finire in fondo al sacco. Tiene la retroguardia romanista in allerta e questo basta per meritarsi i complimenti.

Petkovic 8: Questo trofeo è anche suo. Se la Lazio è apparsa più organizzata, più determinata, più cinica e a tratti anche più forte, il merito è di questo ex sconosciuto, ormai idolo della Nord romana.

Esultanza Lazio

Orsato 7: Arbitrare una partita del genere è forse una mission impossible. Lui se la cava benissimo, imponendo una “linea dura”e mantenendo la calma in un match in cui l’equilibrio è molto sottile.

Pubblico 9: Una vigilia vibrante, minacce, arsenali sequestrati e precedenti poco felici facevano temere il peggio, eppure non è stato così. Meravigliose le due curve, storica la coreografia della Nord, incessante l’incitamento di un Olimpico che ha dimostrato, ancora una volta, di essere uno dei templi del calcio mondiale.

Non avranno più i budget milionari di una volta e gli ingaggi pazzeschi di un tempo le squadre del calcio italiano, ma di passione sulle nostre curve ce n’è da vendere, e quella, gli sceicchi, non la possono comprare.

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