Genoa-Inter, com'è cambiata la squadra di Walter Mazzarri dopo il girone d'andata

Un anno di ricostruzione. Genoa-Inter “celebrerà” anche la partita in cui nel girone d’andata esordì il tecnico livornese Walter Mazzarri. Al giro di boa i neroazzurri sono arrivati con l’1-1 in casa contro il Chievo. Terzo passo falso consecutivo dopo la sconfitta contro la Lazio e l’eliminazione per mano dell’Udinese dalla Coppa Italia. La “fortuna” se così vogliamo chiamarla di WM è rappresentata dallo storico passaggio di proprietà dalla famiglia Moratti all’indonesiano Erick Thohir che ha spostato le attenzioni della stampa e dei critici quasi esclusivamente sugli eventi societari ed economici, trascurando quelli tecnico-tattici. L’Inter, quinta in classifica a 32 punti (-10 dalla zona Champions) e già eliminata dalla Coppa Italia, poteva fare di più? Inizia con questa domanda il vero e proprio processo a Mazzarri, con attacchi, difesa e forse anche “sentenza” finale.

IL GIOCO – WM è una persona serissima, perbene e appassionatissima al proprio lavoro, cui dedica il 100% di se stesso. Il primo problema però dell’allenatore è il tipo di gioco. La sua Inter (come del resto il Napoli e tutte le altre squadre da lui allenate) è fondata su un principio fondamentale: chiusura degli spazi e ripartenze in contropiede, nel cui sistema hanno un ruolo-chiave gli esterni. Il che ci dice due cose che Mazzarri stesso ha ammesso: se l’Inter ha vinto solo una delle ultime sette partite, pareggiando in casa con Sampdoria, Parma e Chievo e rimanendo all’asciutto o quasi di punti nel 2014 forse c’entra la prevedibilità del gioco; un gioco che come fu definito con Stramaccioni è “da provinciale”, privo di adeguate contromisure e cambiamenti strategici quando una squadra avversaria si presenta a San Siro difendendosi ordinatamente, organizzata alla perfezione e quindi sbarrando in partenza all’Inter la possibilità di ripartire negli spazi aperti. Impostazione tattica avuta dalla Lazio all’Olimpico da Edy Reja, nell’1-0 del 6 gennaio. Altro aspetto è anche quello mentale. Il tecnico di San Vincenzo non riesce a nascondere quanto senta ogni partita. Aspetto positivo e negativo poichè è probabile che questo fattore non aiuti i propri giocatori.

walter mazzarri

ANALISI POST-GARA – Alcune analisi nel post partita non hanno aiutato i giocatori. Mazzarri contro la Lazio ad esempio, si soffermava sul possesso palla dell’Inter, a suo parere significativo di un dominio che i risultati non riproducevano. Ma troppe volte (non ultima la sfida col Chievo) il possesso palla non è stato unito da un’efficace pericolosità sottoporta, a completamento di quanto si diceva prima: se una squadra si chiude bene e non fa tirare spesso in porta, l’assenza di moduli tattici alternativi da un lato non produce risultati, dall’altro toglie rilievo a un dato come il possesso palla. Se a questi errori si aggiunge la lamentela per gli errori arbitrali, il rischio è di fornire ai giocatori, molti dei quali non proprio all’altezza dell’Inter qualche alibi di troppo.

Walter Mazzarri

LA “DIFESA” e IL VERDETTO – Al termine del girone d’andata, la classifica dice comunque che Walter Mazzarri ha ricondotto l’Inter in Europa. Che è il primo realistico traguardo minimo di stagione come dichiarato da Thohir oggi. Ottenuto con una rosa di qualità sicuramente inferiore a quelle delle squadre che stanno davanti (Juve, Roma, Napoli e Fiorentina). Per di più una rosa che in alcuni elementi-chiave (soprattutto nei senatori) ha giocatori in scadenza di contratto. Aspetto che non rappresenta il miglior modo per programmare il presente e il futuro, per di più in una situazione societaria ancor più in cambiamento. L’addio di Massimo Moratti è stato un trauma per il calcio italiano e soprattutto per l’Inter. E il nuovo presidente non solo viene da lontano, ma lo è anche fisicamente e ancora non ha nominato un dirigente operativo che faccia sentire la presenza della proprietà. Necessaria questa figura! C’è anche chi afferma che questo incide sui torti che l’Inter ha subìto dagli arbitri nella prima parte della stagione: zero rigori fischiati a favore, gol validi annullati (l’ultimo il 2-1 di Nagatomo al Chievo), metri di giudizio poco reali nei cartellini gialli e rossi. Qualche punto in classifica ai nerazzurri manca di sicuro e sicuramente Mazzarri comincia avere l’impressione che tra le tartassate solo per l’Inter.

Trofeo Maestrelli Mazzarri

Gli acquisti estivi poi sono stati quasi tutti “sballati”: Belfodil ha dimostrato quello che molti pensavano, e cioè che 10 milioni di euro per metà del suo cartellino fossero esagerati. Icardi è sempre infortunato e condizionato da Twitter e vicende passionali. Andreolli non si sa come giochi. Ma diciamoci la verità questo è quello che passa la proprietà, che sia Moratti o Thohir, perché il bilancio è quello che è e il fair play finanziario incombe. Quindi, alla fine a Walter Mazzarri non si può chiedere di più. Anzi già è tanto ciò che sta facendo. Meriti di WM all’ “impresa” che sembrava impossibile per i terrestri: far sembrare Jonathan e Alvarez due giocatori di calcio. Lui ce l’ha fatta (soprattutto col secondo). Finora però non ci sta riuscendo con Kovacic, il cui fallito salto di qualità è uno dei veri grandi problemi dell’Inter, perché il giovane croato è uno dei pochi giocatori di classe cristallina e grande visione ma ancora non è in grado di prendersi sulle spalle l’Inter. La squadra si è persa, ha smarrito corsa, brillantezza, compattezza e cattiveria. Tutte peculiarità fondamentali delle squadre di Mazzarri, che all’Inter si sono viste solo ad inizio stagione. Si riparte si spera dal Genoa. Il 25 agosto grazie ai gol di Nagatomo e Palacio, il tecnico si godeva l’esordio, l’ottimismo e la consapevolezza di ciò che ha fatto in passato con Napoli e Reggina non è basato sul nulla, ma su quanto ha dimostrato di saper fare anche in nerazzurro. Per ritrovarlo, però, è probabile che ciò su cui debba più lavorare sia proprio se stesso e sull’aspetto mentale.

TUTTO SU GENOA-INTER

Leggi anche–> Riccardo Ferri su Mazzarri: “Basta lamentarsi per errori arbitrali”

Leggi anche–> Kuzmanovic a Inter Channel: “Mazzarri grande allenatore”