Genoa-Milan 1-2, Keisuke Honda segna il primo gol in serie A

Non più tardi di ventiquattrore fa Keisuke Honda dichiarava ai giornalisti di Repubblica testuali parole: “criticatemi pure, io penso a me stesso e al Milan. Miglioreremo entrambi, e presto arriverà anche il mio gol”. Detto, fatto: a Marassi la profezia del giapponese si avvera e al 56′ su assist preciso di Taarabt il centrocampista del Sol Levante mette a segno la rete del 2-0 della tranquillità per i rossoneri, giunti per la prima volta alla terza vittoria consecutiva in questo campionato.

In effetti per Honda la rete di questa sera (la seconda ‘italiana’ dopo quella siglata allo Spezia in Coppa Italia) ha il sapore della liberazione: acquistato di fatto ad agosto ma arrivato a Milanello solo a gennaio (ha dovuto rispettare il contratto con il CSKA Mosca fino a dicembre) il giapponese si era un po’ perso. Un po’ perchè forse ci si aspettava ‘tutto e subito’ da lui; un po’ perchè ha avuto appena  il tempo di esordire con Allegri a Reggio Emilia contro il Sassuolo per poi non vederlo mai più e lavorare con Seedorf. Un po’, forse tanto onestamente, perchè il ragazzo aveva (ed ha tuttora) bisogno di adattarsi per bene al campionato italiano, che pur ‘maltrattato’ dagli addetti ai lavori rimane pur sempre uno dei più difficili che ci sono.

Insomma, non era poi cosi scontato che Honda cavalcasse… l’onda di questo Milan: anzi, stava rischiando di esserne travolto. “Mai avuto dubbi su di lui, può e deve migliorare, ma ha tutto per diventare un giocatore importante di questa squadra”: parole e musica di Clarence Seedorf, che subito dopo il gol deve avere sussurrato questo all’orecchio del giapponese.

Honda, adesso, ha sei gare per convincere definitivamente il Milan di aver acquistato un grande calciatore utile anche in campo e non solo al di fuori del rettangolo verde per far vendere e veicolare meglio il marchio ‘Milan’ in Giappone. Di questo passo, di sicuro può riuscire nell’intento… e sei poi si vende anche una maglietta in più dalle parti dell’Asia, tanto meglio. L’importante è che da queste parti, il valore di Honda si confermi soprattutto sul terreno di gioco: un Milan ancora in Europa, passa anche dai suoi piedi. E dai suoi gol.

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