Giovinco a La Gazzetta dello Sport: "Tifavo Milan da bambino"

Sebastian Giovinco si racconta in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale c’è posto anche per il Milan, squadra per la quale tifava da bambino e che adesso sta incontrando non poche difficoltà. Rossonero ci è nato Giovinco, non a caso il suo idolo è Roberto Baggio, ma col tempo e per via delle strade intraprese quel rosso è andato via via sbiadendosi sino a diventare bianco: “Da bambino amavo tutti i numeri dieci, Roberto Baggio in particolare, ed ero milanista, poi mi sono venduto: quando trascorri 15 anni alla Juve è normale fare il tifo per loro. Per il bene del calcio italiano mi auguro che Milan e Inter tornino tra le protagoniste”.

Quindici anni alla Juve e poi l’approdo in MLS, una scelta non semplice, ma della quale Giovinco è convinto, sebbene il livello tra il campionato americano e quello di Serie A non sia paragonabile: “Non è semplice arrivare qui, per venire devi trovarti nel posto giusto al momento giusto e per me è stato così, era un momento in cui volevo cambiare aria e quell’offerta era irrinunciabile. Non rimpiango la Juve. Arrivando alla fine del contratto avrei messo in difficoltà la società così ho deciso di anticipare la partenza. Qualcuno dice che Giovinco segna e fa assist in un campionato dove c’è meno competizione, per me è una maniera semplicistica per liquidare la faccenda. La MLS non è così semplice”. Arriverà in America, dalla Juventus, anche Andrea Pirlo, ex compagno di squadra di Giovinco. Il regista aveva contattato la Formica Atomica per avere delle informazioni sulla MLS ed è proprio l’attaccante a rivelarlo: “Ci eravamo sentiti per messaggio e Pirlo mi aveva chiesto come mi trovavo. Gli ho risposto che è una bella esperienza, da provare, ma non credo di averlo convinto io”.

In sua assenza la Juventus ha vinto lo Scudetto, il quarto di fila, la Coppa Italia ed è arrivata a un passo dal sollevare la Champions League, merito di Allegri che, come Conte, ha dimostrato di essere un allenatore vincente. Tuttavia tra i due c’è qualche leggera differenza: “Conte ha trasformato una formazione da metà classifica in una squadra vincente, – spiega Giovinco nell’intervista a La Gazzetta dello Sportl’ha portata ai vertici alti. Allegri ha trovato una Ferrari, ma è stato bravo a lasciare una certa libertà ai giocatori. Ha grande intuito. Ho lasciato una squadra veramente forte e vedere la Juve in finale di Champions mi ha sorpreso ma non troppo”. Tra gli obiettivi di Giovinco c’è la Nazionale, obiettivo non semplice da raggiungere: “Non devo essere io a dire se posso tornare in azzurro. I risultati sicuramente incidono e io devo quindi continuare a fare ciò che sto facendo. Avevo messo in preventivo di perdere la Nazionale, ma se si è bravi prima o poi si accorgono di te. Non credo sia un problema di lontananza, probabilmente è per la qualità di questo campionato”.

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