Guinness Cup 2014, troppe sconfitte per il Milan di Inzaghi

L’avventura del Milan nella Guinness Cup 2014 si è conclusa ieri con un’ennesima sconfitta, subita questa volta da parte del Liverpool di Brendan Rodgers. Il bilancio finale della tournée americana per la squadra allenata da Filippo Inzaghi è negativo e impietoso nei numeri: zero vittorie, ultimo posto nel girone, dieci gol subiti e un unico gol realizzato, quello di Sulley Muntari contro il Manchester City, in tre partite.

A completare un quadro tutt’altro che incoraggiante delle partite disputate dal Milan in questo torneo internazionale ci sono poi le prestazioni carenti, sotto tutti i profili, da parte della squadra rossonera. Prestazioni che possono essere facilmente riassunte in poche righe: difesa per lunghi tratti imbarazzante, centrocampo ballerino e attacco sterile e per lo più inconcludente. Se volessimo analizzare nel dettaglio tutto quello che non è andato in questa Guinness Cup 2014, dai singoli giocatori fino ai problemi tecnici e tattici di questa squadra, sicuramente non basterebbe un singolo articolo per completare la disamina. Ci limitiamo a dire che il vero dato preoccupante è rappresentato dall’incredibile distanza che si è vista in campo tra il Milan da un lato e Olympiakos, Manchester City e Liverpool dall’altro.

I motivi di consolazione per la squadra e i tifosi rossoneri, invece, non sono molti e possono essere sintetizzati negli alibi legati ad una preparazione atletica ancora in fase iniziale, a quelli che riguardano la necessità per i giocatori di adattarsi al sistema di gioco del nuovo allenatore e infine alle convincenti prestazioni di pochi elementi, Niang e Cristante su tutti. Bryan Cristante, in particolare, è stato il migliore giocatore del Milan in queste tre amichevoli per la sua continuità e la sicurezza dimostrata nel ruolo di regista, al contrario del disastroso Essien. Il Milan deve ripartire puntando su giocatori come lui e rinunciando ad altri elementi come Essien, Abate, Mexes e Muntari. Solo così potrà ricominciare il nuovo corso rossonero.

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