Higuain-Caldara-Bonucci, un’equazione dal risultato perfetto: tutti contenti

Ricerca di esperienza e solidità per dare la disperata caccia alla Champions, affidabilità e cinismo per rientrare nell’Europa che conta: l’affare tra Milan e Juventus in dirittura di arrivo

La chiamano zona di comfort. Non è una sala relax allestita dai visual di Ikea ma, secondo connotazioni vicine alla psicologia, quello stato mentale di comodità che ostacola il cambiamento e confina un individuo alla pigrizia della sua routine.

Leonardo Bonucci l’aveva abbandonata lo scorso anno, mandando al diavolo 7 anni di vittorie e simbiosi con la Juventus ed i suoi tifosi. Incomprensioni con Allegri, sgabelli portoghesi, voglia di nuove sfide e, di colpo, l’occasione: il Milan. Una nuova proprietà che con investimenti faraonici voleva rimescolare pesantemente le carte in serie A. Leo ci crede, va, diventa il capitano. Come è andata, lo sappiamo.

Leo-ne ferito

Gli slogan da libro degli aforismi motivazionali non sono bastati. Un anno dopo aver lasciato la comfort zone vecchia per una difficile ma potenzialmente altrettanto soffice, Bonucci ha deciso di tornare indietro. Voglia di vincere, consapevolezza di aver sbagliato, integrazione difficile a Milano o approdo di CR7: potremmo passare mesi a provare di capire. Ciò che resta è lo sgomento, simile a quello per la trattativa imbastita circa 12 mesi fa, per un ritorno che ha dell’incredibile. Una minestra scaduta per molti, una lasagna riscaldata e mangiata il giorno, questo è l’augurio di Marotta e soci.

Spostamento di equilibri

In realtà di incredibile c’è poco, di razionale molto. L’ossessione juventina per la Champions è nota, la volontà di Bonucci anche. A questo si aggiunge la necessità di vendere Higuain, ormai di troppo in uno spogliatoio affollato e dove gli equilibri sono importanti. Il tutto si sposa con le esigenze del Milan, a caccia di una punta e, senza l’ormai ex capitano, bisognoso di un difensore. È qui che si inserisce un Caldara, ragazzo di prospettiva ma ancora da maturare, il più sacrificabile rispetto ad un Rugani che, seppur non titolare, più scafato dopo il solito apprendistato voluto da Max Allegri con i giovani. Ragioni di stato diverse ma ugualmente giuste. Tutti contenti, pace all’anagrafe, ai tifosi e ai sentimenti.

La domanda è una. Bonucci è così forte? Serve? Ha beneficiato dello splendore della BBC o è davvero uno dei più forti difensori d’Europa? Con l’incubo Cristiano passato al lato bianconero della forza, sarà meno difficile portare a casa la Champions? Leggendo i roster di Barcellona, Real, Bayern, Liverpool, City, Psg eccetera non sembra. Nel frattempo, torna a casa Leo.