Inter-Milan 1-0: Honda e l'enigma del sol calante nel post derby

Terminato il primo vero derby di stagione, andato all’Inter grazie al siluro di Guarin, il Milan prova a riprendersi e ad analizzare cosa non è andato nella partita contro gli odiati cugini. Tra i peggiori in campo sicuramente c’è Honda, incapace di servire per bene le punte e deficitario in impostazione.

LE COLPE REALI – Il giapponese non ha azzeccato un dribbling, non è stato capace mai di fare superiorità numerica, era scollegato rispetto a Montolivo e De Jong (i due davanti fanno gioco a parte e in fondo va bene così), sbaglia stop, cross e tiri (nell’unica vera occasione calcia troppo debole), non un assist degno, esce caricato da un’ammonizione che poteva risultare pesante. Molti hanno chiesto a Mihajlovic perché fosse uscito Bacca e non Honda, ma il sudamericano aveva ricevuto un pestone a palla lontana da Felipe Melo e non riusciva più a correre come prima.

LE GIUSTIFICAZIONI – Ma è anche vero che Honda aveva forse avuto, tra tutti i nazionali, il viaggio più lungo e la fatica più pesante (aveva segnato pochi giorni prima in entrambe le partite del suo Giappone per le qualificazioni al mondiale, viaggiando tra la patria e l’Afghanistan), ha dovuto svariare per tutta la trequarti (lui che preferisce restare centrale) poiché i terzini non hanno lavorato bene in fase di spinta ed è stato punito da un’ammonizione discutibile (prende il pallone nettamente in vantaggio rispetto all’avversario). Inoltre ha dovuto sostituire il titolare nel ruolo, Bertolacci, out per un pestone preso in Nazionale. Tra tutte le prove, questa è quella per cui ha più attenuanti. A Miha il compito di farlo rendere per quanto vale, e non è poco, e di trovargli la posizione giusta.

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