I tifosi del Napoli contro il Presidente De Laurentiis: Contestazione per il Calciomercato

Una lettera, pubblicata su un gruppo Facebook, dalla quale è partita la protesta che ha avuto luogo oggi pomeriggio a Castel Volturno contro il presidente De Laurentiis. Parole pesanti da parte di una tifoseria che vede sfumare giorno dopo giorno i sogni di un intero mercato (Gomez, Lewandowsky, Jovetic, Ogbonna e forse anche altri) e che fa fatica ad accontentarsi di Callejon e di Mertens per dimenticare l’ormai partente Cavani.

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Altri striscioni sono stati poi affissi ai cancelli del centro sportivo azzurro, tutti pesantemente dedicati ad ADL il quale, col suo solito fare da “scugnizzo strafottente”, non ha ancora risposto. Solo i prossimi giorni diranno se il presidente risponderà a chi lo contesta con le parole o mettendo sul piatto un acquisto sensazionale per zittire gli animi.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA:

La canzoncina del momento è che Cavani se ne voleva andare. E’ normale, il Presidente l’ha fatta passare per radio e TV come se fosse il tormentone dell’estate. Poco ci è mancato – continuano i promotori dell’iniziativa – che ne girasse anche un video. Senza perdere occasione di sbandierare a destra e a manca e riempiendosi la bocca del concetto di napoletanità, che lui non sa neanche cosa sia e dove stia di casa. Ma tanto basta per far vibrare le corde di un popolo che, ciclicamente, sembra quasi che aspetti che la storia gli propini l’ennesimo imbonitore di turno e approfittatore dei propri sogni, della propria passione e delle proprie speranze. La canzoncina è stata solo un remake dei successi degli ultimi anni. Da Quagliarella a Lavezzi, passando anche per Mazzarri. E nessuno a chiedersi, eventualmente, se fosse vero, del come e del perché, tutti se ne vogliono andare. Semplicistica appare la sola motivazione economica. Nessuno che provi a cercare un’altra eventuale chiave di lettura. Nessuno a chiedersi del come e del perché, ogni anno, il Progetto preveda la cessione di uno dei migliori elementi della rosa. Qualcuno, gli “sprovveduti”, avevano erroneamente pensato che il progetto prevedesse il rinforzamento costante e programmato della rosa, in modo tale da provare a riportare il tricolore a Napoli. E anche se, “vincere uno scudetto è da cafoni “ ( cit. A.D.L.). Perché, se veramente lo vuoi tenere uno come Cavani, non inserisci nessuna clausola o, altrimenti, se proprio devi, ne stabilisci una fuori mercato. Va bene, ma di cosa stiamo parlando. Di una Società che non è neanche in grado di rinnovare i contratti ad elementi quali Campagnaro e Zuniga. Di un Presidente che da quando si è insediato, ha preso un solo giocatore uno, di un certo “nome”, Goran Pandev. Per il resto solo elementi prospettici con la speranza che diventino dei campioni, in modo da poterli cedere per realizzare le famose plusvalenze tanto care ai tifosi. Ma i tifosi restano zitti e muti. Imbambolati, fuorviati, strumentalizzati da un uomo che ha ridotto gran parte di una tifoseria ad un popolo di inetti che una volta, discorreva di calcio e giocatori, di moduli e tattica. E oggi, per la gioia del “capo”, discorre di marketing e plusvalenze, di working in progress e start – up, senza neanche sapere, cosa siano. E magari, nel frattempo, aspettano il famoso bonifico. Gli strenui difensori del PROGETTO storceranno il naso. Diranno di aspettare. Che casomai Cavani dovesse andar via, verranno acquistati degni sostituti. Sognano Jovetic e c. Come se poi, il montenegrino, non lo si potesse sognare in coppia con Cavani. Ma il popolo ha bisogno di sogni. E aspetta. Basta chiacchiere, contestiamo De Laurentiis”.

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