Il gioco del Milan non convince, ma Seedorf ha tante attenuanti

Il Milan ingrana la quarta e L’Europa League non è più un miraggio, il Parma dista solo tre lunghezze e il calendario rossonero permette sogni di gloria. Contro il Catania si è visto un Milan molto compatto sulla falsariga della gara di Genova. Ciò che contava in questo filotto di partite era il risultato e Seedorf  ha dimostrato di aver capito il gioco delle parti schierando un Milan solido e cinico con pochi acuti e invenzioni tattiche. Dopo un inizio in cui l’attenzione era posta più sull’intensità e il gioco fine a se stesso, negli ultimi incontri si è notata un’ inversione di tendenza che ha contribuito agli ultimi risultati positivi dei rossoneri.

Un Milan più pratico, attento e con un maggior spirito di squadra; è questa l’evoluzione e il cambiamento che Seedorf ha imposto ai suoi. I risultati gli danno ragione, ma la squadra brillante e vivace di qualche mese fa non c’è più e i suoi detrattori, nonostante le quattro vittorie consecutive, pongono l’attenzione sulla mancanza di una manovra fluida e l’incapacità di imporre il ritmo alla partita come avveniva nella precedente gestione Allegri.

Nel post gara il tecnico olandese ha ribadito la sua ferma volontà di creare un’impronta e un’idea di gioco nel suo Milan, ma tutto questo è possibile avendo a disposizione giocatori adatti al suo tipo di calcio e allo stato attuale in pochi rientrano in questa categoria. Alle critiche sulle ultime vittorie arrivate senza un briciolo di gioco, Seedorf ha risposto in tutta onestà affermando che per praticare un calcio totale sono necessari dei terzini adatti e più in generale dei calciatori ricamati ad hoc per il suo 4-2-3-1.

Il Professore ha dimostrato di avere tutte le capacità per eccellere anche nel ruolo dell’allenatore e gli ultimi risultati del suo Milan ne sono una prova. L’unico obiettivo rimasto è il raggiungimento di un posto in Europa League e continuando su questa strada sarà difficile che qualcuno possa fare meglio del Diavolo conquistando il sesto posto. Dicono che l’impronta di Seedorf non si nota? Forse. Dicono che il Milan abbia bisogno di un allenatore più esperto? Probabile. Intanto Clarence continua la sua rimonta e con il mento alto e il petto rigonfio di orgoglio sembra dire: “Giocavamo bene ma mi criticavate per le sconfitte, ora vinciamo e vi lamentate della mancanza di un bel calcio. Sai cosa vi rispondo? Che siate felici o meno rimarrò al Milan il prossimo anno e giocheremo la prossima Europa League, potete giurarci”.

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