Il Milan è un cantiere: ecco chi resta e chi andrà via

I rossoneri, dopo una profonda crisi, sono riusciti ad uscire dal guscio e ad inanellare un filotto di vittorie che gli ha permesso di agguantare il sesto posto al pari del Parma. Fondamentali per la risalita in campionato sono stati gli innesti provenienti dal mercato di gennaio, Taarabt e Rami hanno portato tanta personalità e qualità(soprattutto il primo), mentre Honda a fasi alterne ha dato il suo apporto con applicazione e impegno. Discorso a parte per Essien, il quale ha dimostrato tutte quelle carenze fisiche e inadeguatezze necessarie per convincere il Chelsea a cederlo al Milan a titolo gratuito.

Nonostante un buon mercato invernale, il Milan si ritrova a lottare per un posto in Europa League e si continua a discutere l’operato dell’allenatore Clarence Seedorf, il quale con tanto coraggio si è gettato a capofitto sui problemi dei rossoneri e sembra essere riuscito a porre rimedio. Causa della pessima annata e dello sciagurato campionato è la mediocrità dei giocatori in rosa. La società più titolata in Europa, non può permettersi di ingaggiare calciatori come Birsa, Constant, Zaccardo, Emanuelson e compagnia bella.

Valter Birsa
Valter Birsa, uno dei sicuri partenti a giugno.

Tifosi e allenatore sperano che con l’avvento della prossima stagione molti dei giocatori citati e non svuotino l’armadietto di Milanello per non farne mai più ritorno. Il progetto societario è quello di sfoltire la rosa e abbassare il numero massimo di tesserati sotto le 30 unità. Al momento sono appunto trenta i calciatori che si allenano quotidianamente sotto la guida di Seedorf, il quale sembra avere le idee chiare su chi merita di restare nel suo Milan ideale.

L’anno prossimo potrebbero salutare Milanello i vari Zaccardo, Birsa, Abate, Amelia, Kakà(incerta la sua permanenza), Costant, Rami-Taarabt-Poli(riscatti ancora lontani considerate le cifre richieste), De Sciglio(attratto dalle sirene madridiste), Mexes(stipendio troppo elevato), Saponara(probabile cessione in prestito), Robinho(stipendio da top player, rendimento pessimo), e tutti i vari rientranti dai prestiti come Nocerino.

La situazione non è delle più rosee, vendere in questo momento storico è molto complesso, in più le cattive prestazioni dei giocatori in questione non semplificano le cessioni. Il Milan si affaccerà sul mercato in entrata solo dopo essere riuscito a liberarsi di qualche contratto oneroso e di qualche riserva. Missione ardua e tortuosa, ma un Diavolo cosi indietro non lo si vedeva da tempo e non è più ammissibile portare a Milanello esclusivamente parametri zero o prestiti con diritto di riscatto. Il Milan è ben altra cosa, merita rispetto e calciatori degni della sua storia.

Con le idee giuste si potrà tornare ai livelli storici. Ottimizzando lo scouting e puntando su ottimi prospetti un progetto può iniziare a intravedersi e con il tempo i risultati torneranno gli stessi di inizio millennio. Dall’anno prossimo, riuscendo a sfoltire buona parte di questa rosa, e inserendo giocatori anche sconosciuti ma abili tecnicamente e con la fame giusta, i tifosi rossoneri potranno avere buone speranze di togliersi qualche soddisfazione.

Tale progetto non è ancora partito ed è al massimo in fase embrionale, ma il Milan deve puntare a questo, ripartire da zero o quasi e tentare un rilancio immediato con idee innovative e brillanti; il mercato lo fanno gli sceicchi ma come il Dortmund e l’Atletico insegnano, non sono i soldi a costruire una squadra vincente, certo aiutano, ma ciò che più conta è saper valorizzare i propri giovani e saper individuare giocatori capaci e utili per il raggiungimento dell’obiettivo societario; non servono Messi, C.Ronaldo, servono menti argute e diligenti che sappiano far tornare il Milan ai livelli che più gli competono.

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