Il Pagellone della Juventus 2014-2015: Grazie Ragazzi

La Juventus conclude la stagione con una sconfitta, contro la squadra più forte del mondo, nella finalissima della Champions League 2015. Il 3-1 di Berlino non può e non deve, però, macchiare un’annata pressoché perfetta, durante la quale i bianconeri hanno portato a casa il quarto Scudetto consecutivo e la decima Coppa Italia della storia della vecchia signora. È mancata solo la ciliegina sulla torta, ma le emozioni provate in questi 9 mesi hanno reso orgogliosi i tifosi juventini di essere definiti tali: GRAZIE RAGAZZI!

Ecco le pagelle del Juventus 2014-2015:

BUFFON (Voto 9): Insieme a Tevez è lui il vero protagonista di questa straordinaria stagione. A 37 anni è riuscito addirittura a migliorare il suo rendimento (casomai ce ne fosse stato bisogno!), con parate incredibili, spesso al limite del possibile, capaci di decidere un’intera partita. Far parlare il campo è come sempre la risposta più adeguata a chi ti giudica “finito”, “troppo vecchio”. Grandissimo capitano dentro e fuori dal terreno di gioco, grazie a personalità, carattere ed esperienza;

LICHTSTEINER (Voto 7,5): Non si smentisce mai, è sempre lui il treno della squadra, colui che non si ferma fin quando non sono i polmoni ad esplodere. Allegri gli ha cambiato posizione passando a 4 in difesa, ma Stephan ha dimostrato ancora una volta che, quando si hanno intelligenza tattica e corsa, il modulo conta relativamente;

CACERES (Voto 6): È forse il giocatore più sfortunato della rosa. Flagellato da problemi muscolari sin da inizio stagione, riesce a fare il suo anche nelle poche occasioni in cui è potuto scendere in campo. Basta e avanza il colpo di testa decisivo al “San Paolo”, nella vittoria contro il Napoli;

BARZAGLI (Voto 8): Non alziamo eccessivamente la valutazione perché ha cominciato a giocare a marzo. L’infortunio subito lo ha tenuto lontano dai campi per 9 mesi, ma Andrea ha fatto sembrare tutto normale, come se nulla fosse mai successo, affrontando i suoi diretti avversari con la stessa cattiveria della scorsa stagione. Era, è e resterà un muro invalicabile per qualunque attaccante, nonostante i suoi 34 anni;

BONUCCI (Voto 8): Gli è sempre stato detto che sapeva giocare esclusivamente in una difesa a 3, ma quest’anno, sul campo, è riuscito a smentire tutti, grazie a prestazioni di altissimo livello e al duro lavoro settimanale. Sostituire o sopperire all’assenza di uno come Barzagli non era facile, ma il numero 19 ha sempre risposto “presente”, facendosi notare anche davanti, segnando gol importanti come la rete del 3-2 contro la Roma di Garcia;

CHIELLINI (Voto 8): É un grande difensore, un patrimonio della Juve e della Nazionale italiana. Quest’anno ha guidato la retroguardia con la sua consueta grinta e interventi sempre puntuali, spiegando praticamente perché la Juventus ha da 4 anni la miglior difesa del campionato italiano. A livello realizzativo ha fatto meno rispetto ai campionati precedenti, ma il primo ed unico gol stagionale, nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, vale doppio;

OGBONNA (Voto 6,5): Quando hai davanti gente come Chiellini, Bonucci e Barzagli, sai consapevole che il tuo impiego sarà ridotto. Nonostante ciò, Angelo è riuscito a farsi apprezzare da tutto lo Stadium per la sua personalità e per la sua capacità di reagire alle critiche attraverso il lavoro. Ha fatto meglio dell’anno scorso, quindi merita sicuramente di essere riconfermato, a meno che non dovesse essere utilizzato come pedina di scambio in un affare di mercato;

EVRA (Voto 7): Ha avuto un girone d’andata difficile, in cui ha dovuto adattarsi al calcio italiano. Da gennaio in poi però, favorito anche dall’infortunio di Asamoah, non si è mai fermato e questo gli ha permesso di esprimersi al meglio, senza far mai mancare la sua presenza in campo e nello spogliatoio, dall’alto della sua esperienza. Da ricordare sono le due partite conio Real Madrid in semifinale di Champions, nelle quali il piccolo francese è riuscito ad annullare una forza della natura come Gareth Bale;

ASAMOAH (Voto 5,5): Per colpa della sfortuna e dell’operazione al ginocchio, gioca solo il girone d’andata. Quelle partite sono state comunque importanti per favorire l’inserimento di Evra in rosa, ancora in fase di ambientamento. Sarà un “acquisto” importante per la prossima stagione e un punto fermo della fascia sinistra;

MARRONE (S.V.): Eterno infortunato, mai pervenuto;

STURARO (Voto 7): Dopo essere arrivato nel mercato di riparazione, non ha visto il campo per il primo mese e mezzo, per problemi di adattamento. Pian piano si è abituato ad allenarsi ogni giorno con campioni di primo livello, fino a guadagnarsi una maglia da titolare nella gara d’andata con il Real Madrid e a segnare il primo gol nell’ultima partita casalinga contro il Napoli;

POGBA (Voto 8): Lui è un fenomeno, lo sanno tutti ormai. A soli 22 anni rende facili cose spesso impossibili, illuminando gli occhi di ogni tifoso juventino, e non solo. Il gol di Napoli o la rete in casa contro il Chievo sono sicuramente le giocate più “illegali” e più spettacolari. A volte pecca un po’ di sufficienza e leziosità in mezzo al campo, tipica del ragazzino, ma a lui tutto (o quasi!) è concesso. Speriamo rimanga;

PIRLO (Voto 7,5): La sua carriera parla da sè, ma è necessario per l’ennesima volta sottolineare il suo apporto e il suo destro magico al servizio della squadra. Non è stata forse la sua miglior stagione in bianconero, nonché ultima nel campionato italiano, ma quelle conclusioni dalla distanza contro Toro e Atalanta (entrambe decisive!) valgono da sole un’intera annata;

MARCHISIO (Voto 8,5): Non si può non elogiare un giocatore come lui, sempre a disposizione della squadra, capace di fare tutti i ruoli del centrocampo, persino quello in cui Andrea Pirlo è un’istituzione. Insieme a Bonucci è colui che ha giocato più partite in assoluto, segnando meno, ma facendo quel lavoro sporco importantissimo, di cui pochi parlano a fine partita. A quasi 30 anni è lui il presente e il futuro della mediana bianconera;

VIDAL (Voto 7): Allegri ha dovuto aspettare il mese di marzo per vedere il vero Vidal, quello cattivo, agonisticamente parlando, feroce su ogni pallone e incisivo sotto porta, anche nei momenti chiave della stagione. Il girone d’andata è stato opaco a causa di quel maledetto ginocchio, che lo ha tormentato prima e dopo il mondiale brasiliano, impedendogli di dare il meglio di sè in ogni sfida. È molto richiesto in Europa, ma Agnelli farà di tutto per trattenerlo;

PADOIN (Voto 6,5): Fa parte della schiera di quei giocatori che fanno la fortuna degli allenatori, di coloro che sanno di far parte delle seconde linee di una grande squadra e non fanno pesare questa loro condizione al proprio tecnico. Simone si è sempre fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa, ricoprendo una quantità di ruoli incredibile, passando da mezzala a terzino e da esterno a regista. Promosso;

ROMULO (s.v.): Vede il campo pochissimo a causa di due infortuni gravi che lo tormentano nell’arco di tutti i 9 mesi. Potrebbe non essere riconfermato, visto che non è riuscito a raggiungere quota 20 presenze, termine utile per far scattare l’obbligo di riscatto nei confronti del Verona;

LLORENTE (Voto 6,5): È uno di quelli che non è stato certo favorito dal cambio di modulo di Allegri e ha sofferto un po’ le novità introdotte dal tecnico livornese, oltre che l’esplosione del connazionale Morata. A quest’ultimo, però, è sempre stato preferito in caso di 3-5-2, perché più abituato e più adatto a fare da sponda per gli inserimenti di Tevez e dei centrocampisti. Potrebbe partire, visto l’arrivo di Dybala, ma nulla è ancora deciso;

MORATA (Voto 8,5): È stataa vera rivelazione dell’anno. L’infortunio di agosto non aveva certo fatto ben sperare i tifosi bianconeri, ma, col passare delle settimane, quel diamante grezzo è diventato oro colato per Allegri e compagni. Ha trovato in Tevez il compagno ideale di reparto, e ciò viene confermato a suon di gol, ben 15 al termine della stagione. A segno anche ieri nella finale, dopo i due da ex al Real, potrà essere una delle colonne della prossima stagione, sempre che Rafa Benitez non decida di riportarlo a Madrid;

TEVEZ (Voto 9): È semplicemente stratosferico. L’Apache è riuscito a realizzare 28 gol in tutte le competizioni, sbloccandosi dopo 4 anni di digiuno nelle competizioni europee e sfiorando il titolo di capocannoniere della Serie A, gentilmente concesso a Icardi e Toni. Il suo destino sembra segnato, direzione Boca Juniors, ma i tifosi della Juve non devono perdere la speranza perché potrebbe rimanere un’altro anno;

MATRI (Voto 6,5): Arriva a gennaio infortunato, ma poi riesce a ritagliarsi il suo minutaggio, arricchito da due gol fondamentali per il cammino bianconero in Coppa Italia, in semifinale a Firenze e in finale, nei tempi supplementari, a Roma;

COMAN (Voto 6): È un classe ’96 e ha tutto per diventare un grandissimo. Già alla prima di campionato, a Verona con il Chievo, aveva impressionato lo stesso compagno Tevez, per la personalità da veterano e la qualità di un piccolo fuoriclasse. La colonia francese di Vinovo non fa che ben sperare;

ALLEGRI (Voto 9): Era stato accolto con lanci di uova e sputi, e ha concluso con applausi ed elogi. C’è tanto di suo in quest’annata straordinaria della Juventus. Il suo grande merito è quello di aver avuto pazienza, non stravolgendo subito il 3-5-2 “contiano”, ma inserendo gradualmente la sua idea di gioco, ottenendo risultati al di sopra delle più rosee aspettative. Ha aperto un nuovo ciclo qui a Torino e tutti i tifosi sperano possa continuare ad essere il condottiero di questa Juve;

DIRIGENZA (Voto 9): Lo staff dirigenziale di una grande squadra si misura anche dalla serenità e dalla tranquillità che trasmette ad allenatore e giocatori. A partire dal presidente Andrea Agnelli sino ad arrivare al trio Marotta-Paratici-Nedeved, il quartier generale ha dimostrato grande intelligenza e presenza sul campo, senza mai far mancare il suo sostegno a tutto l’organigramma juventino.