Inter 2013-2014, bilancio girone d'andata: numeri, statistiche e considerazioni

Il 2013 si prepara a lasciarci, chiudendo così la prima parte della stagione di Serie A 2013-2014. Questa prima metà di campionato ci ha lasciato in dote la Juventus prima in classifica, seguita a 4 punti dalla Roma, in attesa dello scontro al vertice che vedrà opposte le due squadre il 5 gennaio. Il Napoli, terzo a 10 punti dalla capolista, è seguito a tre lunghezze dalla Fiorentina di Montella che, a sua volta, ha solo 2 punti di vantaggio dall’Inter del neo presidente Thohir.

La stagione dei nerazzurri è stata fin ora di buon livello. Il tecnico toscano Mazzarri ha preso una squadra col morale a terra, dopo il campionato dell’anno passato, ed è riuscito a risollevarla creando autostima e gioco. Suo è anche il merito di aver recuperato psicologicamente giocatori che sembravano smarriti e che mai avremmo pensato sarebbero diventati la colonna portante di questa nuova Inter. Stiamo parlando del centrocampista argentino Alvarez e dell’esterno destro Jonathan.

Ricky Alvarez

Entrambi sembrano esser stati rivitalizzati dalla cura Mazzarri e hanno dato un contributo importante a questa prima parte di campionato. L’argentino si è rivelato determinante sia in fase realizzativa, sia come uomo assist in grado di creare spazi e superiorità numerica, creando così non pochi problemi alle retroguardie offensive.

Il brasiliano ha, invece, subito una metamorfosi davvero impressionante rispetto l’anno passato: da oggetto misterioso, sbeffeggiato dai tifosi per i suoi errori maldestri, a vero e proprio esterno incisivo e pericoloso, abile tecnicamente e in grado di dribblare l’uomo, capace di diventare idolo dei supporters nerazzurri. Jonathan e Nagatomo, che occupa la posizione di esterno sinistro, sono stati all’altezza del compito lasciatogli da mister Mazzarri che, da sempre, fa dell’uso del gioco sulle fasce una forza delle squadre che ha allenato.

Jonathan

L’Inter in questa prima parte frazione di campionato ha potuto contare sull’apporto di Campagnaro, difensore centrale fortemente voluto dal tecnico di San Vincenzo che si è dimostrato muro invalicabile per ogni difesa. L’argentino, purtroppo, non ha disputato tutte le partite, a causa di un infortunio che l’ha tenuto fermo per diverse partite, e l’Inter è stata fortemente penalizzata dalla sua assenza.  I nerazzurri, inoltre, salvo una partita, non hanno ancora potuto contare sull’apporto di un calciatore importante come Diego Milito che, rientrato ad Ottobre dopo il lunghissimo stop che l’aveva tenuto lontano da campi di gioco per 8 lunghissimi mesi, ha subito un ulteriore stop che ne sta ritardando il rientro.

Il tecnico nerazzurro non ha, dunque, ancora potuto beneficiare dell’apporto di quello che lui stesso ha definito il suo attaccante più forte e ha dovuto giocare con Palacio come unica punta. L’argentino ha finora disputato un campionato fantastico, reggendo da solo il peso del reparto offensivo, ma mister Mazzarri sa bene che l’Inter ha bisogno di una punta da affiancargli e che possa dar al trenza un po’ di meritato riposo. Sono state fino adesso disputate 17 partite e la squadra di Corso Vittorio Emanuele ha portato a casa 8 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte, quest’ultime rimediate contro Roma e Napoli. Purtroppo, i nerazzurri hanno fatto qualche pareggio di troppo che sta stretto alla squadra di Mazzarri, perché arrivato al termine di partite dominate nel gioco e che avrebbero dovuto esser portate a casa con un bottino pieno, se non fosse mancata un po’ di maturità e una buona dose di fortuna.

Palacio Inter

È giusto anche riconoscere che la squadra ha subito un’involuzione nel gioco nelle ultime partite, prima di Napoli. In modo particolare, nelle sfide contro la Sampdoria e il Parma, si è vista un’Inter non all’altezza della situazione, che non è stata in grado di imporre il suo gioco, facendosi spesso metter sotto da squadre di levatura decisamente minore. Tuttavia, un calo di prestazione poteva esser presumibile, soprattutto alla luce del fatto che Mazzarri ha dovuto far giocare quasi sempre gli stessi 11 uomini per carenza di rosa e mancanza di fiducia in giocatori come Pereira e Belfodil che non sono mai stati in grado di convincere il mister le volte in cui ne hanno avuto l’opportunità.

I nerazzurri hanno fin qui messo a segno ben 37 goal, nonostante giochino con Palacio come unica punta. A dimostrazione che la squadra produce un gioco armonioso in cui centrocampisti e difensori salgono spesso in fase offensiva dando un contributo prezioso in termini di reti segnate. L’Inter è seconda sola alla Juventus (39) in termini di goal realizzati e può vantare il fatto di non averne messo a segno nemmeno uno su rigore.

Walter Mazzarri

Infatti, strano a dirsi quanto a credersi, la squadra di Thohir è, insieme a Chievo, Atalanta e Parma, l’unica della Serie A a non aver ancora ricevuto un rigore a favore, e non certo perché non si siano mai verificati episodi da penalty in aria di rigore. Tuttavia, se da un lato l’attacco fa sorridere i tifosi, dall’altro la fase difensiva preoccupa non poco. Infatti, l’Inter ha fino adesso subito ben 21 goal, un’enormità se si considera che la Juventus ne ha presi 11 e la Roma, addirittura, solo 7. È evidente che il tecnico toscano dovrà lavorare molto sulla difesa, fermo restando che responsabili non sono solo i difensori – non di rado colpevoli di gravi errori individuali – ma l’intera squadra, rea di non riuscire a ripiegare sempre come dovrebbe, lasciando spesso l’opportunità agli avversari di farle male.

Il 2013 si è chiuso per i nerazzurri e i loro tifosi nel modo migliore possibile: con la conquista della Stracittadina. Il derby è sempre una partita speciale e diversa da tutte le altre. Il fatto che l’Inter sia riuscita a portarla a casa con uno splendido goal di tacco del solito grande Palacio, a pochi minuti dalla fine del secondo tempo, rappresenta un’iniezione di fiducia non da poco per questi ragazzi che, sicuramente, stanno facendo il massimo e siamo certi si ripresenteranno il 6 Dicembre, per la sfida contro la Lazio, con lo spirito giusto e il morale alto, aspettando magari qualche regalo da Babbo Natale Thohir.

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